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LUCE INCANTATA di ANTONIO MOTTA

venerdì 14 settembre 2018

"LEONARDO SCIASCIA : La memoria, la nostalgia e il mistero" nuovo libro di ANTONIO MOTTA sullo scrittore siciliano.

<Dei libri usciti negli ultimi anni su Leonardo Sciascia questo è uno dei più profondi. Antonio Motta è stato particolarmente legato a lui. Tutti i racconti sgorgano dalla sua memoria con vivacità: Motta mescola voci, interviste, incontri, che si sono accumulati nella frequentazione dell'Autore del Cavaliere e la morte. Il suo è un viaggio intorno a una grande passione per i libri dello scrittore siciliano, ma è sopratutto un libro di nostalgia dove in filigrana affiora nitido il legame di Sciascia con la sua terra,
Sciascia fu uno scrittore - forse il più coraggioso, enigmatico, inquieto del secondo novecento - anche di incontri trasversali con altri scrittori e artisti che rivivono nelle pagine di questo libro: da Luigi Pirandello a Jorge Luis Borges, da Giuseppe Antonio Borgese a Carlo Levi, da Alberto Moravia a Gesualdo Bufalino, da Roberto Roversi a Bruno Caruso, da Fabrizio Clerici a Giorgio de Chirico, da Federica Galli a Renato Candida.>

(dal risvolto di copertina, Editore Progedit) - Prefazione di Paolo Squillacini 


ANTONIO MOTTA.

giovedì 13 settembre 2018

"DOVE IL GIORNO S'ALZA" poesia di ANTONIO MOTTA





Dove il giorno s’alza
a giri stretti di luce,
dove la mitraglia ha ragione d’un beduino
e la donna ha partorito tra canne di bambù,
e il feto le è morto,
e sa che domani al nipotino, al sesto compleanno,
non varrà una sorte migliore;
mentre al di là del muro di cinta i più piccoli
giocano a indiani e banditi
e la guerra entra nelle loro ossa vuote,
e noi ci accorgiamo troppo tardi
che l’adulto è un bambino che non ha saputo
mai cullare una bambola;
troppo troppo tardi per bere nel cavo della mano
invece del solito bicchiere, più assetati.
E già l’istinto ha corroso l’olivo
E la poca polpa, franta nel torchio,
sa d’amaro.
Solo la polvere s’alza alta tra i tucul e gli olmeti,
mentre ci si prepara all’altra battaglia.
Troppo troppo tardi per chiedere un sorriso
Ad un mercenario che scrive alla ragazza T’amo.
Antonio Motta


È nato e vive a San Marco in Lamis, centro garganico dove dirige il Centro di Documentazione “Leonardo Sciascia - Archivio del Novecento” e i fogli della collana omonima. Editore dell’opera dialettale di Joseph Tusiani, si è occupato a lungo di letteratura meridionale, come pure di scrittori italiani e stranieri che hanno avuto rapporti con la Puglia. Ricordiamo Oltre Eboli: la poesia (1979); La terra dell’Ofanto (1998); Ritratti esposti.Mostra fotografica di poeti e scrittori pugliesi e non del Novecento (2003). Autore di numerose saggi su Sciascia, ha pubblicato in Svizzera Giorni felici con Leonardo Sciascia (2004). Dirige la rivista semestrale «Il Giannone» e collabora, tra l’altro, a «Belfagor», «Nuova Antologia», «incroci», «Quaderni del Fondo Moravia».


<... Antonio Motta è consapevole dei conflitti mondiali. Non c'è tragedia lontana che gli sfugga, forse perché non c'è commedia vicina che lo attragga.(...) Motta oscilla fra due sentimenti antitetici, lo spasmodico e l'idillico, il truculento e il pastorale, il politico e l'edenico; ma la sua è oscillazione di spirito non di sensazione,di temperamento non di aggiornamento. Per lui la mitraglia che <ha ragione di un beduino> e la donna che <ha partorito tra canne di bambù> è cosa vera e vicina come la poca polpa che, <franta nel torchio, sa d'amaro>.     (Joseph Tusiani, Introduzione a <Mitolatrie>, Rebellato Editore, 1974)