Post in evidenza

lunedì 9 dicembre 2019

NEL PRESEPIO LE NOSTRE RADICI


Allestito presso il Circolo “M.Ceddia” uno dei presepi artistici più originali e significativi del paese.

La particolarità di questo manufatto sta tutta nell’ armonia, direi alquanto suggestiva e carica di simboli non soltanto tipici di un presepio, che unisce tradizione e tratti paesaggistici del posto tale da renderlo unico nel panorama dei tanti presepi allestiti in questi giorni prenatalizi in paese.
Vi è molta storia di paese in questo insieme di casette costruite artigianalmente, dove, accanto al paesaggio tipico, costruito con preziose miniature artigianali realizzati a mano, può capitare di scorgere a fianco della capanna della natività la monumentale chiesa delle Grazie col suo caratteristico campanile a punta e, poco distante, su una roccia attorniata di finti abeti, il sontuoso Santuario di San Matteo, spolverato di neve, che dall’alto guarda da secoli, con tenerezza e protezione, il paese a valle. Tra il filare delle case vi si scorge persino la minuscola chiesetta dei santi Medici, confusa tra le abitazioni, riconoscibile dalla minuscola semplicità della forma.
Di quest’opera unica ne sono artefici gli straordinari operatori del Centro che, insieme agli anziani del Circolo, hanno creato questa idea di presepio che ha tutti gli argomenti per sottoporci tutti a più di una riflessione. Infatti i riferimenti alla storia del nostro paese, che vi abbondano, ci inducono ad uno strano confronto che riesce a raccogliere percezioni interessanti sulla via tra Betlemme, il luogo della natività, e il nostro paese, anch’esso impegnato a riaccendere il proprio passato per guardare al futuro. Un passato antico che questi simboli sparsi sulla scena del presepio meditano un’attenzione.
Sono i ragazzi delle Cooperative “Cantieri di Innovazione Sociale”e “Nuovi Servizi” (Tonia, Loredana, Filomena e Leonardo) che, attraverso la collaborazione dell’ Associazione Auser (nella persona del suo presidente Emilia Nenna), che ha sede nell’edificio, e il personale del centro anziani (Presidente Vincenzo Augello), il direttivo del Circolo “M. Ceddia”, che hanno consentito la realizzazione di quest’opera. Sono loro i protagonisti di questo allestimento dalle armonie fantasiose che guardano alla tradizione e, al contempo, anche alle nostre radici.  
Le casette bianche dai tetti spioventi sono i tanti fuochi esistenti un tempo in paese le quali, come in una immaginaria lontana Betlemme, accendono il ricordo delle tante botteghe artigianali che qui pulsavano d’ingegno; e i pastori, proprio come la narrazione del presepio ci ha tramandato, che si incamminano nei campi, tra pietre ed erba sintetica,  per raggiungere la meta, sono gli stessi che una volta pascolavano nei nostri boschi. Essi vi appaiono smarriti al richiamo dell’annuncio dell’Angelo proprio come noi, in questi tempi difficili, al cospetto delle sfide che ci attendono.
Ed ecco un altro scorcio storico inserito nel presepio. Alle spalle della capanna vi appare un pezzo importante della nostra memoria collettiva, “la Torretta”, con scalini d’accesso inclusi, che un tempo proteggeva, sul ciglio del canale, una delle porte d’ingresso del paese, all’imbocco della Padula.
Sono ricordi che ci appartengono, che questo presepio evoca, - con affascinate ricamo – una narrazione che qui si intreccia, confrontandosi tra passato e presente, tra oriente ed occidente, dentro una cornice di relazioni che unisce due realtà lontane.
Ed ecco il messaggio della natività che congiunge due avvenimenti distanti soltanto apparentemente l’uno dall’altro, ma vicinissimi per i richiami alla speranza, sopratutto in questo imminente Natale del nostro tempo dove la stupidità umana sembra aver preso ogni sopravvento.
Luigi Ciavarella







 
Fotografie di Luigi Ciavarella