sabato 28 febbraio 2015

LA SWING CLUB, UNA ETICHETTA UNA STORIA.


di LUIGI CIAVARELLA

Tra le tante cose sorte intorno alla figura e l'attività di Mikalett (Michele Giuliani) forse vale la pena di raccontare la nascita e lo sviluppo di una etichetta, musicale ed editoriale di San Marco in Lamis, la Swing Club ,che ha fatto da traino alle sue vicende artistiche. 
Essa nasce principalmente come nome sociale delle sue attività legate alla scuola di ballo, alla fine egli anni ottanta, quando un improvvisa idea-urgenza di metter su un centro di interesse collettivo si fa strada nella sua mente. Una idea che aveva lo scopo di aggregare intorno all'interesse per il ballo ludico tante persone di vario tipo e di varia età.
In città in quel tempo non vi erano scuole di ballo.
Agli inizi non fu facile poiché Mikalett dovette assumere una coppia di maestri di ballo provenienti da fuori città senza sapere se i risultati sarebbero poi arrivati. Infatti fu solo grazie alle sue doti comunicative e alla sua simpatia contagiosa che il concetto del ballo ludico inizia a circolare negli ambienti sammarchesi, dapprima con modesti risultati poi sempre crescenti finché egli stesso non partecipò ad una vera scuola per professionisti che gli permise ben presto di gestire in proprio il controllo di tutta l'attività.

A questo punto la scuola di ballo Swing Club a San Marco in Lamis diventa una realtà solida che unisce molte categorie di persone unite dal collante della passione per il ballo, la musica, lo svago e il desiderio di stare insieme dal momento che spesso le serate dance proseguono nelle hall dei ristoranti e delle sale da ballo dove tra una portata e l'altra i novelli ballerini hanno modo di mettere in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti dal maestro. 
Ma l'etichetta Swing Club compare come logo pure in cima ai programmi turistici che effettua Mikalett, itinerari che indicano modalità e obiettivi imposti dall'Agenzia di viaggio ad esso collegato (Gisaltur di San Marco in Lamis). 
Quindi l'etichetta ha già due funzioni, l'una diversa dall'altra.
La terza, quella che a noi interessa maggiormente, invece è quella che fa capo alle sue attività artistiche (scrittura e musica, libri e cd musicali) , di cui io ne dirigo le sorti sin dalle origini.
Si tratta della produzione personale quindi esclusiva delle sue opere di divulgazione eccetto un titolo - che corrisponde ad una raccolta di singoli analogici - a partire dal primo disco pubblicato nel 2007 dal titolo "Mondo di sempre" per terminare con l'omaggio reso al suo cantante preferito, Gianni Morandi, pubblicato alla fine del 2014.
L'ultimo cd in ordine di tempo (le foto dell'articolo, ndr) che Mikalett ha voluto tributare al noto eterno ragazzo della canzone italiana, che è stato un pò il faro della sua vita artistica, il tarlo che ha tenuto sveglio una passione mai venuta meno in tutta la sua vita. Quindi era quantomai improbabile che non trovasse il tempo per incidere alcuni noti cavalli di battaglia del grande bolognese, peraltro conosciutissimi poiché furono successi milionari, per giustificare quanto fosse grande il legame che lo lega alle sue storiche canzoni, le quali vennero plasmate in uno studio di registrazione locale attraverso l'utilizzo di basi musicali. 
La sua voce quantunque non sia più limpida e potente come in passato rimane tuttavia un timbro indelebile e tutte le canzoni conservano un certo fascino d'annata, che il tempo saprà rendere immortale come certi personaggi che vengono posti in una nicchia di vetro o, se preferite, come una buona bottiglia di vino da tenere in serbo per festeggiare i momenti più belli della storia della musica a San Marco in Lamis.   



I titoli dell'etichetta SWING CLUB
finora pubblicati :

1.  MONDO DI SEMPRE
2.  BALLATA PER DUE                 BRIGANTI
3.  I SINGOLI A SAN MARCO IN LAMIS
4.  TUTTO MI APPARTIENE
5.  SENZA PERDERE UN ATTIMO DI TENEREZZA (Omaggio a Gianni Morandi)

I CD si possono richiedere al prezzo di euro 5 cadauno eccetto l'omaggio a Gianni Morandi che è gratis.

martedì 24 febbraio 2015

LA SCRITTURA DI MIKALETT, L'IMPERTINENTE....

di MATTEO COCO
Matteo Coco ( a sinistra) con l'Autore Michele Giuliani
Mikalett, lo conosciamo tutti, è un personaggio che si fa notare facilmente in qualsiasi consesso artistico locale e spazia dalla musica alla scrittura, passando per il teatro e la danza, senza scadere mai troppo nel banale, e semmai mettendosi in mostra per alcune “eccentricità” uniche nel loro genere. Così ogni tanto fa anche qualche incursione nella scrittura come quella che stiamo presentando stasera: un volumetto che, devo dirlo subito, non ha esiti eclatanti ma, presentandosi in modo dimesso, organizza alcuni suoi lavori che a dire il vero aveva già pubblicato in formato ciclostile o che erano comunque già conosciuti. Ma andiamo per gradi: le MASSIME sono variegate: “essere ignorante è il colmo della vita” … laddove l’ignoranza non permette lo sviluppo culturale e talvolta morale della persona; altre lapalissiane, come si suol dire, cioè ovvie o scontate, come ad es.: “L’uomo onesto può vivere bene ma difficilmente potrà arricchirsi”; altre legate al pensiero classico come ad es. il “gnoti se auton” il “conosci te stesso” greco, per poter conoscere gli altri, opposto dell’ignoranza perché proprio Mikalett questa massima la titola Intelligenza… e altre, infine, particolari perché esprimono un modo di vedere, di essere (o parlare) dell’autore stesso: “il silenzio ci fa capire tante cose nuove e ci fa capire chi siamo noi” per parlarci di una interiorità essenziale che è risposta a quel pensare classico di cui si è detto poc’anzi, 5/6 pagine per un centinaio di massime, insomma, che aiutano a riflettere e a vivere adeguatamente, dignitosamente la propria esistenza… SULE SE SA ABBALLA’ ‘MPARAVISE PU’ ARREVA’ è una satira come lui stesso la definisce, senza molte pretese, ma che attinge all’idea e all’azione che Mikalett da qualche anno si è ritagliato e al quale punta, forse, come sogno di un certo dinamismo intellettivo che può condurre alla gioia di affrontare prove vitali più difficili e sublimi. E però bisogna dire che, nonostante il dignitoso aiuto della Galante, forse ci sarebbe voluta maggiore cura e attenzione, nella revisione, al testo e nel contempo alla trascrizione dialettale, come pure nella favola (più volte raccolta e citata credo anche da Grazia - Galante) de LU VECCHIE, LU CRIJATURE E LU 

da sin: Sara La Porta, Luigi Ciavarella, Matteo Coco, Michele Giuliani, Mario Ciro Ciavarella
CIUCCE, anche se questo mio giudizio limitato è forse tale perché io sono legato maggiormente al testo teatrale de CHI MAGNA SULE CE AFFOCA, testo che non solo fu curato alcuni anni addietro dallo stesso Mikalett, ma fu da noi rappresentato circa quarant’anni or sono… il poemetto LA LUCE, invece in ultimo, ha degli spunti buoni, ma questi, mi dispiace dirlo, andavano maggiormente affinati e approfonditi, al di là della freschezza, della genuinità e dell’immediatezza “mikalettiana”. L’intuizione d’un paradiso fatto di Musica e LUCE, da Dante al nostro J. Tusiani, è una costante della tradizione letteraria che ha trattato di questo argomento sublime e tuttavia (visto che ho citato Dante) mi vorrei soffermare solo a una delle citazioni che inframmezzano il testo e far riferimento al “gesuita-proibito” a quel Theilard de Chardin teologo- evoluzionista che tanto ho letto e amato durante la mia giovinezza liceale, con infinite discussioni con Padre Celestino (che qui vorrei ricordare perché mi permise di presentarlo nell’ora di religione). Ebbene Theilard maturò la vocazione religiosa, proprio quando lesse Dante e scrisse una serie di saggi e fece l'esperienza della prima guerra mondiale (di cui quest’anno ricorre il centenario) che fu molto importante per la genesi del suo pensiero.
 
Di quel periodo fu anche la redazione di un diario che, oltre ad altri scritti, costituirono il primo abbozzo del suo pensiero scientifico-teologico maturo e sempre a questo periodo è da situarsi il suo Inno alla Materia: <<Benedetta sii Tu, universale Materia, Durata senza fine, Etere senza sponde, triplice abisso delle stelle, degli atomi e delle generazioni, Tu che eccedendo e dissolvendo le nostre anguste misure ci riveli le dimensioni di Dio>>. Ma qui il discorso si farebbe piuttosto complicato e lungo se dovessimo discutere su ogni citazione: da Tagore a Epicuro, che pure l’autore dimostra non solo di conoscere ma di citare appropriatamente, come, forse, dimostra di conoscere bene Giovanni quando ci propone: “Dio è luce. Dio è amore. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio” (Gv, 1,5 – 4,8). Ecco perché dico che la proposta poetica di Michele Giuliani è efficace, ma va ricondotta, a mio avviso, in un alveo letterario maggiormente raffinato e ampliato, io direi “puntualmente” riguardato. Se mi è dato stasera di essere, però, fino in fondo sincero: più che il Mikalett “scrittore”, io prediligo il Mikalett che canta l’epopea dei briganti (di cui ho introdotto la prima musicassetta) e il Mikalett di alcune produzioni “cantautoriali” come uno dei più recenti: quel


da sin:  Luigi Ciavarella, Matteo Coco, Michele Giuliani, Mario Ciro Ciavarella
tutto mi appartiene che evoca il suo mondo, un sud fatto non solo di nostalgici ricordi d’infanzia, ma anche di lotte per la libertà e l’affermazione delle proprie appartenenze… perché certe suggestioni non possono, prescindere da una emozione che coglie il lettore e lo appassiona.
 
Questo è, perciò, libro ormai letto e archiviato.
Attendiamo, dunque, un Mikalett più maturo nella scrittura che possa, sì raccogliere i suoi scritti “acerbi”, ma offrirci qualcosa di più completo e poeticamente esaltante.
Grazie, poi, a Mikalett per averci fatto scoprire con questo volumetto un’artista come Sara La Porta, eclettica e oltremodo fotogenica: che ci potrebbe ricondurre alla paradisiaca Beatrice, guida e mistero di quell’ eterno femminino di cui parla proprio De Chardin e che può sciogliere il dubbio finale di Mikalett: <<…non dimentichiamo che quando nel libro della Genesi Dio crea l’uomo e la donna, li crea entrambi a sua immagine: “questo non significa solo che maschio e femmina vengono creati con la stessa identica dignità, significa che in entrambi c’è l’immagine di Dio e che quindi Dio ha elementi dell’uno e dell’altra”>> .
Però, adesso, m’accorgo (come ho già detto) di farla troppo lunga e, forse, complicata la cosa; allora smetto e mi ritiro confessandovi soltanto che l’autore, scarso fotografo, che ha scattato l’ultima immagine del volumetto (a pag. 79) sono orgogliosamente io. 
Grazie, Michele, per averci regalato anche questa serata e continua ad essere un sognatore quel tanto impertinente perché i tuoi sogni possano realizzarsi e sperimentare ancora la concretezza della vita reale.

                                                                                                                         MATTEO COCO 


           

martedì 10 febbraio 2015

SERATA RISERVATA AGLI INNAMORATI IL 14 AL ROSSEMI !

Serata speciale sabato 14 febbraio alle ore 20.00 presso la sala “Rossemi “ in Borgo Celano – San Marco in Lamis per la festa di San Valentino. 



Ad allietare la serata ci saranno il cantautore Ciro Iannacone con la sua band formata da Davide CiavarellaMattia CocoRenzo MartiniLuigi De Sol e la partecipazione di Michela Parisi, voce tra le più interessanti del panorama musicale del paese. Il tema inevitabilmente sarà l’amore che ovviamente verrà esaltato in tutte le sue espressioni, attraverso un repertorio di canzoni senza tempo con il quale il noto cantautore sammarchese la sua band intratterranno i presenti in sala.
Sarà una serata prevedibilmente dai toni caldi e confidenziali e dall’atmosfera evocativa per la presenza in sala di tante coppie di innamorati d’ogni età, giovani e meno giovani, che qui si ritroveranno nel giorno consacrato all’amore e alla passione per trascorrervi un momento di tenerezza. Non secondario un ottimo menù che servirà a rendere ancora più gustosa una serata tutta da ricordare. In mezzo le canzoni di Ciro Iannacone e della sua band che avranno il compito di creare l’atmosfera giusta, musicalmente parlando, saranno la colonna sonora della memorabile serata, come si prospetta, da vivere attraverso le canzoni d’amore più famose che Ciro et co elargiranno a piene mani e che hanno puntellato la nostra storia passata e recente e che spesso ritornano sempre con la stessa passione per ricordarci di quanti sospiri e di quanta passione si è nutrita la nostra storia in compagnia di quelle note.


Luigi Ciavarella