domenica 21 maggio 2017

SUONI PESANTI DALLA PERIFERIA DELL’IMPERO. LA STORIA DEL GRUNGE 1985 – 1994. (*)

di Luigi Ciavarella
Il grunge è stato un movimento musicale spontaneo nato e cresciuto nel nord ovest degli Stati Uniti intorno alla metà degli anni ottanta, musicalmente nutrito a base di punk, metal e psichedelica in un rapporto stretto tra vari generi (crossover) descritto per convenienza col termine grunge, peraltro mai accettato dai diretti interessati, (che vuol dire sporco, orribile, cattivo) tuttavia necessario per indicare uno dei periodi più intensi e creativi della storia del rock americano.   
Epicentro e teatro di questa rivoluzione musicale e di costume è stata Seattle, città piovosa e crepuscolare, capitale dello stato di Washington, famosa nei sessanta per aver dato i natali a Jimi Hendrix (e dove vi è sepolto) ma anche come la regione dei Wailers e dei Sonics, e di altri gruppi di grande impatto dance, grezzi e selvaggi proprio come i primi discendenti grunge, (cito a sostegno la raccolta di brani Highs in the Mid Sixties/Nuggets nei numeri dedicati al North West), ma confinati in quelle regioni estreme, lontane in ogni caso dai luoghi cult in cui si combattono le vere battles of the  garage (California e Texas in primis). 
Possiamo aggiungere allora che il grunge sia nato come reazione alla stasi del rock americano (riferito però ad una poco incisiva scena dominante) presente soprattutto in quelle regioni tradizionalmente all’avanguardia, come la California (ma la California degli ottanta è diversa dai sessanta, forse Paisley Underground a parte) o come la grande mela (New York) che pure aveva dato corpo e sostanza, qualche anno prima, alla rinascita di un modello di rock preso in prestito dal punk e dall’eredità lasciata dai Velvet Underground costruito sul filo della sua memoria storica, intorno alla metà dei settanta, incoraggiandone persino lo sviluppo (si pensi a Patti Smith, jim Carroll, Television, tensioni che avrebbero trovato sbocco naturale in ambienti intellettuali), ma che, posti di fronte ad una svolta, non hanno saputo dare un seguito dignitoso a quelle idee poiché erano espressioni di un’area circoscritta non esportabile per definizione. 
Proprio in momenti come questi che si guarda al nord ovest, allo stato di Washington, periferia estrema rispetto a Los Angeles, con Seattle (e dintorni) in termini di avanguardia, abitata da gruppi musicalmente eterogenei, ciascuno col proprio bagaglio stilistico, ma tutti portatori di un concetto di vita nuova e seducente in evidente contrasto col resto del Paese. Musicalmente parlando se poco prima c’era stato il No Future, (la deriva Punk nichilista e assurda), condizionato da una visione iconoclasta della vita e della musica, ora il grunge propone il Future? nahhh, accogliendo il punk come uno dei propulsori e non più come filosofia di vita, creando di fatto i presupposti di una rivoluzione musicale dagli sviluppi imprevedibili, avendo adottare nel proprio dna gruppi - icone come Led Zeppelin e Black Sabbath, virtualmente assunte come guide spirituali, totem necessari per blandire l’atto di nascita di una fusione che non avrebbe tardato a dare propri frutti.

Che sia stata una rivoluzione e perché sia nata proprio in quella regione fuori mano, lontana dalle sedi delle multinazionali della musica, non è dato saperlo. Sappiamo però che terminata questa esperienza, all’incirca nella metà degli anni novanta, cade sulla scena un silenzio tombale. Non vi è stata alcuna restaurazione né un seguito della storia per assicurare al fenomeno una eredità credibile.   
Sappiamo per certo che la scena grunge ha vissuto due periodi distinti : una prima fase underground, seminale, dominata da numerosi gruppi dallo spirito selvaggio che trovò nell’etichetta di Seattle Sub Pop, fondata da Bruce Peavitt, (ma anche in altre etichette underground), il naturale sbocco discografico ; e una seconda fase esplosa nel 1991, all’indomani del successo planetario di Nevermind dei Nirvana,  vertice assoluto del grunge e uno dei capolavori della musica rock , che ha avuto il merito storico di aver trascinato nel suo alluvionale successo mondiale altri gruppi importanti come  : Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains, Mudhoney, etc, oltre a focalizzare intorno a Seattle e tutta la scena underground americana l’attenzione del mondo. 
  
I DISCHI E I PROTAGONISTI (1985 – 1991) 
Il primo disco grunge viene registrato dai Green River (Come On Down, Homestread Rec.Usa 1985) nel dicembre del 1985. Si tratta della prima forma di proto grunge in assoluto. Ma il gruppo verrà ricordato in seguito per aver annoverato tra le proprie file i personaggi chiave di questa avventura: Mark Arm e Steve Turner, che formeranno i Mudhoney e Stone Gossard e Jeff Ament, i MotherLoveBone, anticamera dei Pearl Jam. L’anno successivo nasce la Sub Pop, l’etichetta del grunge, che raccoglie le istanze dei tanti gruppi sparsi nella zona assicurando loro, attraverso raccolte mirate (cassette e cd) una discreta visibilità. Ma prima ancora della pubblicazione di Sub Pop 100, che allinea un primo censimento dei gruppi grunge, è la C/Z Records a pubblicare il primo manifesto della nascente scena di Seattle (Deep Six), con sei gruppi che avranno il ruolo d’apripista.
A partire da questo istante infatti il punk, il metal, il noise e la psichedelia cesseranno di essere corpi separati per confluire tutti in un unico genere musicale, il grunge.

I Nirvana non sono ancora nati quando nel 1987 vengono pubblicati i primi memorabili vagiti del grunge: Dry As A Bone dei Green River seguito da Screaming Life, l’EP metal dei Soundgarden e Even If And Eventually When degli Screaming Trees di Mark Lanegan , album d’ impostazione psichedelica.
Ma è il 1988 è l’anno decisivo del grunge.
I Nirvana pubblicano il loro primo singolo, Love Buzz, un oscuro brano degli olandesi Shocking Blue, allo stesso tempo la Sub Pop investe nella diffusione del genere immettendo in circolo titoli come: Rehab Doll dei Green River, il singolo Touch Me I’m Sick dei Mudhoney poi confluito nell’album Superfuzz Bigmuff, e Fopp dei Soundgarden, seguiti dalla pubblicazione dei primi LP sulla lunga distanza dei Soundgarden, Ultramega OK e dei Screaming Trees Invisible Lantern, granitico e spettacolare il primo, acido e spettrale il secondo, entrambi licenziati dalla SST Records.
L’anno successivo I Nirvana pubblicano Bleach, ottimo debutto registrato in economia con qualche debito verso Black Sabbath e Melvins; seguono i Mudhoney con il loro primo omonimo LP e i Soundgarden che inaugurano con Louder Than Love il primo contratto in assoluto con una major, la A&M Records.
Altri dischi pubblicati nel 1989 sono: Buzz Factory degli Screaming Trees, considerato il loro capolavoro underground, e l’Ep Shine dei MotherLoveBone, (seguito da Apple, l’anno successivo), secondo gruppo firmatario di un contratto con una major (la Polygram).
Nel 1990 cade la prima vittima eccellente, Andrew Wood, leader dei MotheLoveBone, che muore per overdose mettendo la parola fine alla storia del gruppo. Debuttano su Columbia gli Alice In Chains di Layne Staley con Facelift, lavoro dominato da suoni metallici e malati. Il gruppo avrà una vita difficile.
Il 1991 è l’anno della consacrazione internazionale grazie al definitivo massiccio intervenuto delle multinazionali (major) spianando la strada al successo planetario ad un congruo numero di lavori di indiscussa qualità: Nevermind dei Nirvana, Badmotorfinger dei Soundgarden e Ten dei Pearl Jam. A questi vanno aggiungi altri grandi titoli: Uncle Anesthesia degli Screaming Trees, Gish dei Smashing Pumpkins, Congregation degli Afgan Whigs e Green Mind dei Dinosaur Jr. tutti pubblicati dalle major che finalmente scoprono Seattle come la potenziale gallina dalle uova d’oro. 
Il triennio 1992 – 1994 produrrà altri titoli miliardari, dai Nirvana di In Utero, prodotto da Steve Albini, sino ai successivi album dei Pearl Jam (Vs e Vitalogy, lavori più maturi e tendenti al mainstream); gli Smashing Pumpkins realizzano il loro capolavoro, Siamese Dream mentre gli Afgan Whigs di Greg Dulli pubblicano Gentlemen.

Anche Alice in Chains e Soundgarden, l’ala più metal del grunge, continuano a incidere buoni album baciati dal successo (rispettivamente Jar Of Flies e Superunknown) ma il 4 aprile del 1994 a Seattle accade la tragedia. Kurt Cobain viene trovato cadavere nel garage di casa sua, sfigurato da una fucilata in pieno volto.  Un suicidio annunciato. Con la sua morte niente sarà più come prima.
Nel 2002 morirà per overdose anche Layne Staley, il leader degli Alice in Chains, dopo una vita bruciata ad inseguire gli eccessi della vita e senza riuscire mai a scrollarsi di dosso il peso della sua tossicodipendenza.

Postum Scrptum: Per contiguità col grunge si aggiungano i nomi di Sonic Youth e Jane Addiction ( Daydream Nation e Nothing Shocking ) che seppure non provengano da Seattle hanno avuto nei confronti del grunge un rapporto di stretta osservanza in termini di suoni e stili di vita. Lo stesso si dica in altri ambiti geografici degli inglesi Bush e dei norvegesi Motorpsycho, (consigliabili: Sixteen Stone e Demon Box) anch’essi folgorati come san Paolo sulla strada di Seattle avendo accolto nel proprio dna i segni tangibili di un fenomeno musicale e di costume che ha davvero mutato la faccia della storia (della musica rock).


Conclusioni
Senza Nevermind il grunge sarebbe rimasto (forse) dentro i recinti regionali dell’underground. Il disco, voluto dalla Geffen Records e affidato alle cure del produttore Butch Vig, credo abbia avuto il merito di aver liberato l’anima di Seattle definitivamente dopo averla affidata alla custodia del mondo affinché ne serbasse il ricordo.
Vent’anni dopo la deflagrazione di quell’evento resta forte il mito di una stagione irripetibile, il volto di Kurt e i tanti gruppi che hanno tentato l’assalto al cielo come è sempre accaduto quando si è voluto raccontare la storia di una scena musicale, uguale ma sempre cosi diversa, che ha accompagnato una generazione verso la maturità.
I Pearl Jam, unici superstiti del grunge, sono ancora in giro per il mondo a spendere la cifra di un sogno duro a morire, non prima però di averci sommersi da una infinita prole di dischi live che non ci basterà una vita per ascoltarli tutti.
                                                                                                          
(*) " Questo omaggio alla storia della musica Grunge e ai suoi protagonisti è stato pubblicato in origine nel mese di febbraio del 2011 nella Rubrica "Music'Arte" del sito www.sanmarcoinlamis.eu.", ripreso in seguito alla triste morte di uno dei protagonisti di quella stagione, Chris Cornell, e a lui dedicato ". (Luigi Ciavarella)
CHRIS CORNELL (1964 - 2017)