lunedì 22 settembre 2014

CRONACA DI UNA EMOZIONE

Teo Ciavarella e Angela Bonfitto

 E'  stata una serata straordinaria, unica ed irripetibile sotto il profilo di una emozione crescente che ha segnato uno dei momenti più importanti della storia di questo nostro paese appena bistrattato dalla forza della natura.

Un avvenimento trasformato quest’anno, a causa dei recenti fatti di cronaca, in un evento musicale che non ha precedenti nella storia del nostro paese. Un fatto clamoroso che ha unito sotto lo stesso cielo la crema della musica sammarchese, quella vicina e lontana, voluta da quel musicista straordinario che è Teo Ciavarella, pianista e compositore, che vive ed opera a Bologna ma che ha voluto, in questo momento difficile, dare testimonianza di solidarietà tangibile, attraverso la realizzazione di un concerto spontaneo chiamando a raccolta tutti i musicisti che qui operano ed altri, come lui, che da qui son partiti per le loro fortune ma che, evidentemente, qui hanno lasciato parte di sé in termini di appartenenza e di affetto per la propria terra d’origine. Quindi un atto d’amore ieri celebrato sotto i migliori intenti attraverso la consistente partecipazione di schiere di musicisti dalle diverse formazioni stilistiche, spesso agli antipodi ritrovati su questo palco fianco a fianco a dimostrazione che il respiro della musica non può che unire.
Teo Ciavarella
Sono stati molti i momenti emozionanti che hanno puntellato le varie performance e altri che hanno reso forse unici alcuni episodi che resteranno tutti punti fermi nella storia del  nostro paese, senz’altro per la capacità con cui hanno saputo rendere viva una scena che ha coinvolto una vastissima platea,  intervenuta numerosissima con la consapevolezza di assistere ad uno spettacolo storico, irripetibile, senza eguali nella storia del nostro paese.
L’emozione è stata la voce che ha dominato per tutta la durata del concerto, palpabile, si respirava nell’aria, la cronaca di un sentimento che siamo riusciti a cogliere negli occhi stupendi di Angela Bonfitto, mezzosoprano, peraltro nota negli ambienti televisivi, che ha interpretato due brani immortali ( Caruso e Summertime ) con grazia
Mikalett
ed eleganza ; oppure attraverso le furiose tarantelle e i brani epici che raccontano di briganti e di sopraffazioni non ancora risolte con i suoni popolari del gruppo Festa Farina e Folk, musicisti splendidi che più di tutti sono lo stampo dell’anima popolare del luogo ; Sara La Porta e Michela Parisi, le nuove voci protagoniste della scena pop locale ; Mikalett che finalmente ha potuto cantare la sua Sante Marche mia su un palcoscenico, brano-dedica affettuosa alla città  che lo ha visto nascere e crescere, eseguito cdon la complicità di tutti in un clima festoso, che vanta un successo clamoroso in ogni angolo del mondo attraverso i prodigi del web ; Ciro Iannacone con la sua band, sempre disponibile ed elegante nei modi che ha eseguito alcuni suoi cavalli di battaglia ( Cin Cin e Frenetico cittadino in stile country ) peraltro ieri sera in ottima forma. Come Tiziano Paragone d'altronde, che è stato protagonista assoluto di un assolo di batteria su note di Astor Piazzolla, insieme ad Antonio Aucello al sax e Teo Ciavarella alle tastiere in uno dei momenti più suggestivi della serata.
Sara La Porta e Paolo Pinto
Indimenticabile Angelo Gualano, arrangiatore e motore dell’intera serata con compiti di coordinatore, instancabile nel dare corpo alle varie forme stilistiche che si sono intrecciate sul palco. Una regia preziosa e indispensabile.
Poi le sorprese Paolo Pinto, veterano della scena musicale dei 70/80 in paese, e  Michelangelo Giuliani, più giovane di Paolo, entrambi custodi di pezzi di storia del pop rock locale, che qui hanno dato forza a due brani, uno diverso dall’altro per stile e carattere, dimostrando i loro peculiari virtuosismi chitarristici.
E’ stata in definitiva una chiamata alle armi senza precedenti dove tutti o quasi hanno risposto alla grande mettendo a disposizione la loro musica, ciascuno forte del proprio talento e nella comune convinzione che nessuno si salva da solo. Tutto ciò in una serata pirotecnica, piena di colori e di festa la cui felicità era chiaramente stampata negli occhi di tutti.
Teo Ciavarella è stata l’anima che ha plasmato l’intera manifestazione e Angelo Ciavarella colui che invece ha reso fattibile l’intero progetto, attraverso la complicità di vecchi  e nuovi musicisti che si sono ritrovati in questo luogo per amore della musica e dell’affetto verso la loro terra d’appartenenza, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, quando è grande il cuore di questa valle, come la locandina-simbolo di questa manifestazione d'altra parte annunciava.

foto di Emilia Nenna
Luigi Ciavarella

Ciro Iannacone

giovedì 11 settembre 2014

UN '68 TUTTO PSICHEDELICO, TRA ROCK E DROGA.

Il ruolo assunto dal rock durante la stagione psichedelica è fondamentale per capire la profondità dei grandi cambiamenti operati. Timothy Leary, che era stato il grande apostolo della cultura psichedelica, identificava le droghe come veicoli essenziali per lo sviluppo delle coscienze. Tradotto in musica significava esporre una generazione di musicisti, sul terreno della sperimentazione, a risolvere le loro esigenze creative attraverso l’uso o abuso del consumo di droghe.
Il terreno di coltura e il teatro degli avvenimenti è San Francisco, West Coast, California. La terra promessa, città aperta ad ogni artificio sperimentale, punto di coagulo e riferimento principale della nuova generazione pop, assunta a funzione di laboratorio.  In questa città di frontiera nasce per merito di Tom Donahue la prima stazione radio a modulazione di frequenza che consente alla nuova musica di diffondersi in tutta la Bay Area. Qui, accanto al consumo spietato di acido lisergico e anfetamina, si pongono le basi essenziali per la costruzione dell’edificio rivoluzionario.
Lawrence Ferlinghetti e la sua leggendaria libreria.
E sempre in questa città operano nel quartiere di Haight Ashbury le due anime di questa cultura: quella squisitamente musicale di tipo sperimentale e quella più propriamente intellettuale. La prima, che è quello che più ci interessa, si agita in cantine e prepara, sin dai primi anni sessanta, le nuove robuste vibrazioni cerebrali con buona dose di rock ( il garage punk per intenderci ); la seconda, che si richiama alle esperienze della passata stagione della Beat Generation, riconosce in Lawrence Ferlinghetti e la sua leggendaria City Light Books i punti focali del nuovo corso. Anche il cinema, il teatro e l’arte soprattutto sono investiti in questo processo di rinascita globale. Ciò che ne vien fuori è il ritratto autentico di una tendenza artistica – intellettuale che si sta appropriando di spazi vitali per la propria sopravvivenza e allo stesso modo indica una vitalità fiorente dal carattere forte che supera una stagnazione e si pone come modello per le nuove generazioni future.
Una dimensione temporale dominata dalla cultura della droga che ha radicalizzato ogni velleità propulsiva, dilatando ogni forma di intervento e superando oltremodo una creatività paradossale poiché trae la propria ragione esistenziale dalla cultura della droga.
Lasciando ai margini le motivazioni e le conseguenze sociali, politiche ed economiche che determinarono i fatti legati all’abuso di stupefacenti, i limiti entro cui è possibile studiare questo fenomeno generazionale, la musica rock subisce, a partire dalla seconda metà dei sessanta,un’accelerazione enorme del proprio potenziale. La qualità della musica prodotta in quegli anni non sarà più eguagliata per tutto il corso della sua esistenza.
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L’anno 1968 dunque segna il culmine per quando riguarda la parabola evolutiva del Rock ed è in quest’anno che si producono forse i lavori migliori della sua storia. Proviamo in questa sede a ricordarne alcuni :
GRATEFUL DEAD : Live Dead, la summa dell’arte psichedelica ; QUICKSILVER MESSENGER SERVICE : Happy Trails ; JEFFERSON AIRPLANE : Crown Of Creation ; JIMI HENDRIX : Electric Ladyland ; THE BYRDS : Notorious Byrd Brother ; BLOOMFIEL,STILLS & KOOPER : Super Session.
In Inghilterra, voltata le pagine freakbeat e psichedelica, debuttano in quell'anno alcune band che faranno parlare molto di sé in futuro. Tra queste :
FAMILY : Music In A Doll’s House ; JEFF BECK : Truth ; TRAFFIC : Mr. Fantasy.
Vengono pubblicati anche molti album importanti tra cui:
TEN YEARS AFTER : Undead ; CREAM : Whell’s On Fire ; JETHRO TULL : This Was ; FAIRPORT CONVENTION : Liege & Lief ; VAN MORRISON : Astral Week ; PENTANGLE : Sweet Child ; KALEIDOSCOPE : Tangerine Dream, l’epitaffio della psichedelia  inglese.


LUIGI CIAVARELLA


Fonte :   “Qualesammarco”  giugno- agosto 1988