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UN NUOVO CAPOLAVORO LISERGICO PER I BLACK ANGELS.

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  Con “Wilderness Of Mirrors” il gruppo texano ci offre un altro ventaglio di buone vibrazioni Raggiunta con “Death Song”, (2017) una certa notorietà dovuta ad una quasi ventennale militanza nel campo della musica psichedelica, i texani Black Angels di Christian Bland ( chitarra e voce) e Alex Maas (Bass, sint, etc.) pubblicano, a distanza di cinque anni dal precedente, il seguito di quel capolavoro, considerato all'epoca l'apice del suono della band di Austin. Dopo tanto tempo il gruppo sforna un altro capolavoro dal titolo “ Wilderness Of Mirrors”, accentuando ulteriormente la loro già fertile vena psichedelica su un terreno già saturo di buone vibrazioni. La loro musica si ispira a quel mondo appartenuto ai mitici 13 th Floor Elevators, leggendaria formazione di Austin dei sessanta guidata allora da quel “pazzoide" di Roky Erickson , un personaggio molto stravagante. Trip psichedelici tra i più allucinanti mai sentiti prima, con livelli percettivi molto acidi,...

PIETRE MILIARI DEL ROCK: OCTOPUS DEI GENTLE GIANT.

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Gentle Giant “Octopus”, 1972 (Vertigo) Rock progressivo di   Antonio Del Mastro Polistrumentisti e dotati di notevole tecnica, i Gentle Giant sono una di quelle band che un ascoltatore maturo deve avere nella propria collezione. La loro musica è strumentalmente complessa e abbraccia molti generi tra cui Jazz, Folk, Classica con evidenti sfumature medievali e barocche. L’ascoltatore medio non apprezzerebbe affatto la genialità dei tre fratelli Shulman ed il significativo utilizzo del contrappunto. Sempre polifonici, a causa della complessità delle armonie e degli improvvisi cambi degli accordi, la loro musica può sembrare “strana” per un orecchio non allenato. Difficile scegliere quale album sia il migliore ma credo che Octopus rappresenti meglio l’anima della band. Composto da 8 brani dalla durata media di 4 minuti, rispetto a mostri sacri quali Yes , Jethro Tull e Genesis , hanno preferito non espandersi in lunghe suite ma concentrarsi in suoni più personali e compless...

LE PIETRE MILIARI DEL ROCK: JUST ONE NIGHT DI ERIC CLAPTON

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Eric Clapton “Just one night”, 1980 (RSO) Blues/Rock di A ntonio Del Mastro L’album “Just One Night” segna il ritorno del mitico chitarrista dopo un periodo di crisi personale (resterà segnato dalla morte di Jimi Hendrix e successivamente da quella di Duane Allman). Registrato al Budokan Theatre di Tokyio nel dicembre del ‘79 e pubblicato a novembre dell’anno seguente il concerto venne inciso su un doppio vinile e sei anni dopo remasterizzato su doppio CD. La vena artistica di slowhand (“manolenta”) viene fuori con il massimo della forma dopo i problemi avuti con la droga che lo avevano afflitto. Considerato e accettato dalla comunità afroamericana come l’unico vero bluesman bianco di tutti i tempi, dimostra con questo album di passare con semplicità dal pop al rock, dal boogie al blues, grazie al suo tocco chitarristico unico ed inconfondibile (ditemi quanti chitarristi riuscireste a riconoscere tra tanti…Hendrix? Beck? Page? Vaughan? Clapton è anche uno di questi). Nel disco t...

QUEL PROGRESSIVO ITALIANO CHE NON TRAMONTA MAI.

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S i ritorna sempre sul luogo del delitto a volte per interrogarsi sul passato, altre volte per capire cosa è stato e come sarebbe stata diversa la nostra percezione della musica se avessimo capito per tempo il valore di quel momento. Parlo ovviamente della cosiddetta musica progressiva italiana  che comincia a svilupparsi   a partire dal 1970 per proseguire poi la sua corsa per quasi tutto il decennio, cospargendo l'italico suolo di Opere musicali forse in quantità superiore ai bisogni d'ascolto ma sufficiente per capire il fenomeno in tutta la sua vastità (e complessità) di genere. Non mi sorprende il fatto che, nel riascolto di quelle Opere, oggi io avverta un inevitabile e, per certi versi, senso di stanchezza derivante forse dalla polvere del tempo depositata su quei dischi. Al limite qualche sussulto lo si prova pure ma soltanto verso quella musica con cui abbiamo avuto una maggiore confidenza. Ma per il resto quel mondo lo si percepisce lontano, diventato persino ob...

IL RITORNO DI BORGOROCK TRA MURALES, DISCHI E SUONI ROCK.

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L'evento rock è stato organizzato dalla Associazione BORGOROCK e curato da Michele De Lullo .   Dopo due anni d'assenza BorgoRock , l'evento rock più popolare della provincia, quest'anno è tornato ad occupare la consueta piazza degli Artisti di Borgo Celano, dopo un'assenza dovuta al Covid, per dare continuità ad una tradizione, ormai consolidata, che lo vede tutti gli anni di questi tempi impegnato ad allestire un programma, diviso tra siparietti culturali e musica rock dal vivo, che ha sempre incontrato i favori della gente. Quest'anno non ha fatto eccezione. L'evento si è svolto ieri sera e si è protratto sino a notte. Quest'anno abbiamo assistito alla realizzazione di un murales disegnato sulla parete bianca sotto i portici della piazzetta, ad opera di Margherita Villani , artista tra le più creative che abbiamo nel nostro paese in questo campo, ieri in tandem con un amico; poi, a fianco è stata allestita una “Esposizione di copertine dischi...

FINALMENTE TORNA BORGOROCK ! ! !

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  l'11 Agosto in piazzale degli artisti a Borgo Celano (FG). Dopo due anni di stop forzato abbiamo voglia di farci sentire con ancora più forza! Abbiamo urgenza di esprimerci, di condividere le belle cose, di conoscere nuove persone, di ballare insieme la musica più figa che c’è! Il luogo è sempre lo stesso : Borgo Celano , pieno Gargano. Anche quest’anno abbiamo tanta carne al fuoco e non parliamo soltanto di musica dal vivo, che sarà esplosiva come sempre. Ci saranno infatti un wall painting (murales dipinto dal vivo su una parete della piazza), un’esposizione di vinili legati da un tema purtroppo ancora cocente, come la guerra (quasi una preghiera laica, la nostra), un fumettista bravissimo, che siamo certi apprezzerete tanto, un banchetto di vendita cd e vinili, che quello ci vuole sempre e il mega pallone luminoso di "Rock no war"! Ecco i nomi: Margherita Villani (murales) Luigi Ciavarella (esposizione vinili) Vincenzo Bizzarri (fumetti) Al Discobol...

ADDIO A VITTORIO DE SCALZI, STORICO FONDATORE DEI NEW TROLLS.

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  Ci ha lasciato nella notte, colpito da fibrosi polmonare dopo la guarigione da Covid-19.  Aveva 72 anni. Vittorio De Scalzi è stato la colonna portante dei New Trolls, insieme a Nico Di Palo e alcuni altri, la famosa band genovese che si conquistò un posto di primo piano nella storia della musica rock/pop nazionale per le tante cose che realizzò sopratutto nel campo del Progressive italiano grazie alla loro musica. Principalmente lo fu per “Concerto Grosso per i New Trolls”, il celebre album pubblicato dalla Cetra nel 1971 e considerato l'esempio più fulgido di contaminazione tra musica rock e musica barocca. Un disco che conserva a tutt'oggi un certo fascino che il tempo non ha scalfito, nonostante i New Trolls abbiano nel frattempo realizzato molte altre cose con successo, divise tra rock e pop, sino ai giorni nostri. Vittorio De scalzi , che suonò la chitarra, le tastiere e il flauto, fu l'anima pop, melodica, tradizionale, dei New Trolls in competizione con que...

UNA VALIGIA PIENA DI DISCHI.

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Quando, dopo quasi due anni di permanenza a Colmar (Alsazia), durante la quale, nonostante la mia giovane età avevo lavorato per tutto il tempo, (non per sostenere la mia famiglia perché ci pensava già mio padre, ma per i miei bisogni voluttuosi), son ritornato al mio amato paese, tra le altre cose, mi sono portato dietro una valigia piena di dischi, fumetti e alcune riviste di musica rock. Erano le mie passione, quelle che sono rimaste ancora oggi, nonostante i tanti anni trascorsi da quel giorno, intatte, appiccicate addosso come una seconda pelle, che si spostavano con me da un luogo all'altro per sempre. Si era conclusa la mia esperienza francese. Il fardello, che corrispondeva pressappoco ad una cinquantina di album, tra cui alcuni, pochi in verità, comprati nel mese di agosto del 1971 nel mio paese durante le vacanze, più una trentina di 45 giri, fu quanto riuscii ad acquistare durante il periodo rimasto lassù nei vari negozi di dischi sparsi nella città alsaziana. Erano tu...

IO, LA REPUBBLICA ED EUGENIO SCALFARI.

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  di Luigi Ciavarella Iniziai a leggere il quotidiano “ La Repubblica ” credo verso la fine dei settanta forse inizio ottanta incuriosito dal formato tabloid con cui veniva confezionato, ancor prima dei contenuti.  Fu proprio durante il periodo in cui la mia vita stava subendo una svolta (infatti fu il momento in cui, seppure timidamente, stavo riprendendo il filo del discorso sulla musica rock, lasciata alcuni anni prima, avvicinandomi contemporaneamente alla politica grazie al fascino che esercitò su di me la figura di Enrico Berlinguer) quando entrò nella mia vita "La Repubblica" come giornale di riferimento per i miei bisogni di informazioni. Non sapevo ancora niente né di  Eugenio Scalfari, che quel giornale l'aveva fondato nel 1976, ne di altri che vi scrivevano, quando comprai la mia prima copia, eppure bastò quel senso di freschezza che mi trasmetteva quel giornale a spingermi a guardare in quella direzione. Finora i giornali a cui avevo attinto per le mie let...

DECEDUTO TONINO CAPRIZZI, STORICA VOCE DEI CAMALEONTI, A CAUSA DI UN MALORE.

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  Aveva 76 anni e negli anni 60 e 70 era stato, con i Camaleonti, figura di punta dapprima del Beat e successivamente del pop italiano La notizia dell'improvvisa scomparsa di Tonino Cripezzi (classe 1946) avvenuta ieri in un albergo vicino Chieti, dove era in tournee con i Camaleonti , ci colpisce come un fulmine e la sua morte ci riporta indietro di oltre sessantanni, fiondandoci nel periodo più creativo e colorato della musica italiana: il Beat dove i Camaleonti cominciarono la loro avventura musicale. I Camaleonti nascono a Milano nella metà dei sessanta dall'unione tra Riki Maiocchi, leader e cantante del gruppo, Tonino Cripezzi , cantante e tastiere, e i pugliesi Livio Macchia, il chitarrista e anche cantante (sua le voci in “Mamma mia” scritta da Lucio Battisti e “Applausi”, grandi successi pop) e il batterista Paolo di Ceglie , originario di Trinitapoli. Chiude il cerchio Jerry Manzoli , milanese, il bassista. Gli anni vissuti con Riki Maiocchi sono in genere consi...