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COME SCOPRIMMO I DEEP PURPLE.

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Abbiamo scoperto i Deep Purple con “Black Night”, il micidiale singolo (che conteneva sul retro un altro pezzo forte come “Speed King”) credo nell'estate del 1970, sulla scia di un genere (l'hard rock) che era improvvisamente esploso in tutta Europa e di conseguenza anche in Italia. Prima di quella scoperta a 45 giri credo che nessuno conoscesse il loro passato. Per esempio nessuno immaginava che prima c'erano stati addirittura altri quattro album (da “Shades Of” al “Concerto For Orchestra”), il successo di “Hush” e quant'altro. T utti pensammo che fosse quello il loro debutto e, a pensarci bene, non sbagliavamo poiché fu con quel microsolco, fresco ed esplosivo, che i Deep Purple inaugurarono una nuova stagione: l'hard rock spettacolare del Mark II. Infatti non fu difficile scoprire che il 45 giri era estratto dal loro album “In Rock”, anche se non vi conteneva “Black Night”, uscito soltanto come singolo-apripista. Quell'album tuttavia ci aprì le porte della c...

ZUPPA DI CRAUTI A MERENDA.

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  U n accenno alla mia personale esperienza con il Kraut Rock tedesco dei settanta. Sull'universo musicale tedesco che va dalla fine degli anni '60 e si ferma soltanto davanti alla furia devastante del punk nel '77, molto sinteticamente denominato Kraut Rock o Cosmic Rock a secondo del senso che si vuol dare a quella musica prodotta in terra germanica, abbiamo avuto molta letteratura. Molti indicano come filo rosso l'esperienza espansiva dei Pink Floyd, captate con profitto da quelle parti, quale origine del genere; altri invece, più attenti, invece attribuiscono alla natura sperimentale (e alla loro tradizione classica-esoterica) di quegli artisti e quelle formazioni che hanno guardato sopratutto dentro le loro radici musicali. In entrambi in casi, considerata la varietà dei suoni espressa, possiamo dire che tutti e due hanno la ragione dalla loro parte. Insomma la musica rock tedesca dei seventies assimila tanto la tendenza avanguardistica e minimale, senz'alt...

BENTORNATA PRIMAVERA, NONOSTANTE TUTTO.

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Siamo nel pieno del vortice pandemico con tutte le manifestazioni nefaste che stiamo assistendo giorno per giorno, con un piano vaccinale che non decolla e le difficoltà delle tantissime attività commerciali che si stanno ulteriormente aggravando. In questo clima di dolore e di grave disagio mi unisco alle parole del nostro presidente del consiglio, Mario Draghi, che da Bergamo, nella triste ricorrenza, ieri ha voluto inviare alla nazione un segnale di speranza : Dobbiamo essere uniti. Ce la faremo. Anche questo breve filmato ci parla di rinascita, oltre che di speranza, attraverso la testimonianza delle belle immagini del bosco "Pozzatina" con i suoi mandorli in fiore, dove la natura riprende a sbocciare, dopo un periodo di letargo. Dove la vita dei campi si riprende il suo diritto dopo un lungo, duro inverno. La primavera è il simbolo stesso della rinascita, un inno alla bellezza della vita che ritorna a pulsare. Una metafora che ben si conforme alla speranza di questi gio...

RAFFAELE CERA, FENOMENOLOGIA DI UNA CATARSI.

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  “ E' uno scarto psicologico che fa riflettere sul potere della musica di modificare in maniera decisiva la capacità dell'essere umano di fronte alle diverse situazioni esistenziali in cui egli trova ad operare”. Vi è relazione tra football e Opera Lirica? Tra la Juventus e Puccini, per esempio? Un interrogativo che chiaramente presuppone due passione contrapposte per tanti diversi motivi anzi possiamo considerarle finanche agli antipodi, ma non per il professor Raffaele Cera che, innamorato da sempre di entrambe, si trovò, qualche settimana fa, nel dilemma di dover scegliere se seguire una gara della sua squadra del cuore, la Juventus, (che incontrava il Porto in Champion League) oppure assistere alla contemporanea trasmissione in TV dell'Opera “Turandot” di Giacomo Puccini. Il calcio contro la musica operistica, due eventi televisivi distanti quindi un bel problema per il professore. Io avrei scelto senza alcun dubbio la seconda soluzione ma per un tifoso come lui, ...

L'UOMO CHE SUSSURRAVA AGLI AQUILONI.

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  Compie oggi 70 anni Tommaso Nenna, uno dei personaggi più noti e amati del paese.   Di Tommaso Nenna (alias cumpà Tumass), che oggi com pie settanta anni, vanno ricordate un paio di passioni che egli ha saputo coltivare in due diversi momenti della sua vita: l'arte del ferro battuto, attraverso cui ha lasciato alcune opere d'ingegno davvero notevoli e, in età matura, la sopraggiunta (e sorprendente) passione per l'aereomodellismo, nella fattispecie il drone, che è un veicolo telecomandato le cui applicazioni sono molto in voga in questi ultimi tempi. Il ferro battuto lui lo ha imparato da giovane nelle officine meccaniche del noto fabbro locale  Vincenzo Serricchio , che fu essenzialmente un laboratorio o meglio una istituzione in paese per i tanti meriti che ha avuto nell'insegnare l'arte di lavorare il metallo a molti concittadini. Un mestiere che un tempo era molto richiesto per i tanti servizi che forniva, spesso anche con risvolti artistici per la part...

ALCUNI ALBUM ROCK DEL 2020 DA CONSIGLIARE.

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Alcuni album rock che hanno segnato il 2020.  Alcuni di questi nomi ( Witchwood e Calibro 35 ) ne avevo già parlato qualche tempo fa (Music'Arte_ www.sanmarcoinlamis.eu) descrivendo non soltanto la loro musica ma anche la scena underground che li aveva generati. Si tratta di una scena musicale in movimento diventata nel frattempo inarrestabile, che ha prodotto altre novità ( La stanza delle Maschere , per esempio) con suoni nuovi che, pur facendo riferimento anche loro al passato, qui vengono travolti con originalità e maestria e riproposti con una tale energia compositiva da lasciarci esterrefatti. Riguardo i  Witchwood , il Bosco Stregato, voglio ricordare che essi hanno al loro attivo già un paio di album (i notevoli “Litanie From The Wood” e “Handful of Stars”) prima di pubblicare questo superbo lavoro dal titolo “Before The Winter” che possiede autentici momenti hard blues di chiara matrice seventies , dotato com'è di suoni possenti come di ballate dalla linea melodica a...

EMERSON LAKE E PALMER, TRA CLASSICO E MODERNO.

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Se dovessimo giudicare gli Emerson Lake & Palmer soltanto dalla loro produzione discografica allora dobbiamo dire che la band inglese è stata senz'altro la più sopravvaluta della musica rock. I loro artifici musicali su dischi come le loro acrobazie in scena, ma anche certe belle e suggestive melodie sognanti dovute alla voce di Greg Lake , se da una parte hanno alimentato una leggenda dall'altra hanno creato il sospetto, già a partire dal secondo album ("Tarkus"), che il gruppo non avesse più molto altro da dire sul piano creativo. Gli Emerson Lake & Palmer nascono agli inizi dei settanta con un album intestato a loro nome (in quel tempo era di moda) che assembla una varietà di temi che lasciano ben sperare sulle reali intenzioni del gruppo: un equilibrismo abbastanza contenuto che passa attraverso canzoni acustiche affascinanti ("Take A People" per esempio) e un virtuosismo ancora tutto sommato ben misurato (“The Thee Fates”, è una mini suite anc...

LA STAGIONE TRASH DEL GLAM ROCK DEI SETTANTA.

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La stagione del glam che investì l'Inghilterra (e in seguito l'Europa intera) fu un evento non soltanto di portata musicale ma sopratutto d'immagine che occupò la scena nei primi anni settanta del secolo scorso. Mi è rimasta di quel momento principalmente un' idea decadente che associo ad un movimento legato sopratutto alla esuberanza dei protagonisti piuttosto che alla musica che essi produssero, che fu ugualmente interessante. Un'idea che muove dai volti dei protagonisti che ne hanno caratterizzato la scena. Innanzitutto David Bowie , il camaleontico personaggio che investì molto in questo settore, ma anche al suo mentore Marc Bolan , che lo seguì a ruota con il suo gruppo T-Rex , se vogliamo ancora più incisivo, sino a quando non perì in un tragico incidente stradale nel 1977. Ma intorno a loro abbiamo avuto una pletora di musicisti dalle diverse sfumature stilistiche che hanno fatto da sfondo al loro movimento che, affascinato dai lustrini, dai colori apparisce...

ANTONIO VILLANI, POETA DIALETTALE TRA LIRICHE E TESTI MUSICALI.

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Tra i poeti dialettali emersi in questo ultimo periodo qui a San Marco in Lamis, un posto di rilievo lo occupa senz'altro Antonio Villani (classe 1949), diventato con gli anni, e grazie ad una poliedrica attività letteraria, che lo vede impegnato in più direzioni, un po' il simbolo della continuità poetica vernacolare in paese nel solco che fu di Francesco Paolo Borazio. Una presenza importante se non altro perché finalmente, dopo decenni di quasi oblio, la parola dialettale si distacca dal ruolo marginale in cui finora la letteratura classica l'aveva collocata per ottenere finalmente un ruolo preminente nell'ambiente culturale e letterario cittadino. In verità il merito maggiore lo dobbiamo all'energica formazione culturale che prende il nome “La Puteca”, un sodalizio letterario (una Officina secondo i propositi del gruppo) nato oltre una decina di anni fa con lo scopo dichiarato di riunire sotto lo stesso tetto i poeti dialettali del posto, creando di fatto una ...

CESAR VALLEJO, IL PIU' GRANDE POETA PERUVIANO DEL NOVECENTO.

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Era domenica Era domenica nelle chiare orecchie del mio asino, del mio asino peruviano in Perù (scusate la tristezza). Ma oggi sono già le undici alla mia esperienza personale, esperienza di un solo occhio, inchiodato in pieno petto, di una sola asineria, inchiodata in pieno petto, di una sola ecatombe, inchiodata in pieno petto. È così che rivedo le colline ritratte della mia terra, ricche in asini, figli di asini, genitori a venire, che ritornano già dipinte di credenze, colline orizzontali dei miei dolori. Sulla sua statua, di spada, Voltaire incrocia la sua cappa e guarda il piedistallo, però il sole mi penetra e caccia dai miei incisivi un numero crescente di corpi inorganici. E sogno allora di una pietra verdastra, diciassette, roccia numerale che ho dimenticato, suono di anni nel rumore di ago del mio braccio, pioggia e sole in Europa, e come tossisco! come vivo! come mi fanno male i capelli a presagire i secoli settimanali e anche, per contraccolpo, il mio ciclo microbi...