MICHELE FULGARO, MUSICISTA E ARTISTA SENZA TEMPO.
Verrà celebrata domani presso la sala del Circolo Polivalente del paese a partire dalle 18.30 la figura di Michele Fulgaro, uno dei principali miti musicali del paese.
L'evento, voluto in primis dagli amici di Michele - che sono i Revival, formazione musicale che nel corso della serata suoneranno brani memorabili del passato come loro costume, - ma organizzato dalla AUSER, che è una Associazione che si occupa di memoria viva, e, sopratutto, nondimeno avremo, nel corso dell'evento, la consegna da parte delle autorità istituzionali della nostra Città di una targa di riconoscimento che verrà conferita all'artista. Un fatto rilevante se si considera che la musica di intrattenimento non è mai stata considerata, a torto, una forma d'arte, ma che nella serata di domani acquisterà una sua dignità culturale che in passato le è stata sempre negata.
Michele Fulgaro è un artista completo. Non soltanto cantante e chitarrista di canzoni popolari ma anche compositore di esilaranti parodie, siparietti divertenti, che hanno avuto, nei tardi anni cinquanta e per buona parte dei sessanta, un loro palcoscenico sopratutto durante le festività del carnevale.
Dopo questa prima esperienza Michele Fulgaro passa alla musica vera e propria. Aveva imparato gli accordi di chitarra sulle riviste d'epoca mettendo a punto un certo stile da perfetto autodidatta tanto da condurlo nel giro dei suonatori del paese. In quel tempo le figure
musicali principali di riferimento erano due, che aggregavano intorno a sé molti
principianti: Antonio Lombardozzi,
fisarmonicista, che possedeva addirittura una scuola di formazione, e Antonio Verde (zio rosso, per i suoi capelli rossicci), di professione barbiere ma eccellente suonatore di chitarra,
mandolino e banjo. Anche lui insegnava a giovani volenterosi lo studio degli strumenti. Michele si unisce a quest'ultimo in una formazione che porta uno strano nome: Walter Pitet, (che faceva
riferimento al grande Giuseppe Petrucci, fisarmonicista e animatore del
gruppo). I Walter Pitet si dotano di una divisa a scacchi e girano, tra sposalizi e
serenate, banchetti e quant'altro, facendosi notare in paese per quei suoni coinvolgenti e le loro canzoni melodiche. Suonano di tutto persino pezzi d'opera, ma
sopratutto eseguono mazurke tanghi e tarantelle che sono l'anima principale
della festa, e che la gente vuole ascoltare.
Il salto di qualità è notevole, il complesso (così venivano chiamati nei sessanta), fondato da Michele Fulgaro, raggiunge una popolarità enorme in paese e suona dappertutto un repertorio di canzoni più moderne e adatte ad un pubblico giovanile, senza trascurare mai balli popolari.
Tra Mods e Protheus però c'era stata una parentesi con Arcangelo e il suo Complesso, con Matteo Napolitano e Angelo Iannantuono, un trio con
compiti di intrattenimento non dissimili dai precedenti impegni. Tra il '68 e il '72 i Protheus, tanto son durati, sono i padroni incontrastati della scena musicale del paese. I
tempi sono cambiati. Adesso abbiamo oltre ai luoghi tipici dell'intrattenimento anche le
sale dancing, i matrimoni sfarzosi nei ristoranti e non più nelle anguste abitazioni di una volta, i Veglioni organizzati dagli studenti e concerti all'aperto.
Agli inizi dei settanta però Matteo Napolitano matura l'idea di abbandonare la musica (lo ritroveremo sorprendentemente negli ultimi tempi a cantare nelle serate organizzate dal Centro Sociale) al suo posto vi subentra per poco tempo Leonardo Pignatelli e dopo la partecipazione di Beppe Monte al programma "La Corrida" condotto da Corrado sulla radio nazionale, dove il cantante ottiene un invidiabile secondo posto (con "Tanta voglia di lei" dei Pooh), al suo ritorno il gruppo per qualche ragione si sfalda. Fuori impazza la nuova musica imposta dalle nuove generazioni, che tanto amano i giovani: i Birds, gli Atomium, Le Pietre Azzurre, etc.
Gli stessi Revival, dove son passate tante figure
straordinarie della nostra storia musicale (Angelo Iannantuono, Tonino
Rispoli, Bonifacio Tancredi, Serafino Panzone, Mario Masullo, Giuseppe Bonfitto, Nicola Tenace, Michelino Aucello, etc.), che domenica sera a partire dalle 18.30
allieteranno il pubblico intervenuto per festeggiare Michele scegliendo come sempre da un repertorio sconfinato le canzoni che servono per rinverdire la memoria, dedicandolo, con
tutto l'affetto che merita, al loro Maestro.
LUIGI
CIAVARELLA
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