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ADDIO A JOE VESCOVI, LEGGENDA DEL PROG ITALIANO.

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E' mancato, a 65 anni di età, Joe Vescovi - storico tastierista dei Trip , una delle band di riferimento nel gotha del progressive italiano. Vescovi è deceduto il 28 novembre a San Benedetto del Tronto, ma era originario di Savona. Tra il 1967 e il 1973 ha fatto parte - appunto - dei torinesi Trip, con cui ha pubblicato album miliari come "Caronte" e " Atlantide "; dopo lo scioglimento della band fece parte per un breve periodo degli Acqua Fragile , per poi iniziare a collaborare con i Dik Dik . Fu anche interpellato da Ritchie Blackmore (che aveva brevemente militato nei Trip!) che era in cerca di un tastierista per i Rainbow; purtroppo il posto, però, venne assegnato a David Stone. Negli anni Ottanta ha collaborato spesso con Umberto Tozzi , mentre negli ultimi anni aveva ri-assemblato un'incarnazione dei Trip (in line-up c'erano Furio Chirico e il bassista Arvid Wegg Andersen, purtroppo morto nel 2012). Le esequie sono previs...

I TRE DISCHI CAPOLAVORI DI JOHN MARTYN

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di Luigi Ciavarella Tra il 1971 e il 1973 John Martyn pubblica tre autentici capolavori. Il primo Bless The Weather è del novembre 1971 e evidenzia subito un segno di discontinuità col passato per l’assenza di sua moglie al suo fianco, la cantautrice Beverley Kutner , (anche se vi partecipa però alle sessions ), che era stata sua inseparabile compagna nei precedenti lavori. Questo distacco forse gli consente di ottenere un rapporto più intimistico con la sua scrittura, certamente una libertà di espressione più diretta e personale. Il cantautore scozzese proviene dal folk blues di Bert Jansch , suo maestro dichiarato, insieme al revivalista Hamish Imlach , e approda a questo primo capolavoro attraverso una commistione tra folk blues e jazz molto personale che, unita alla sua voce impastata di alcool e quant’altro, riesce a dare corpo ad un lavoro sospeso tra suggestioni romantiche e tensioni emotive, con brani che lambiscono più generi. Vi sono il blues sofferto di Sug...

E' MORTO RENATO SELLANI

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E' scomparso nella notte di venerdì scorso all'età di 88 anni il noto jazzista italiano Renato Sellani . Era nato a Senigallia nel 1926 ma aveva vissuto a Milano sin dalla fine degli anni cinquanta, ritenuta la capitale del jazz italiano. Ha suonato con i maggiori musicisti jazz italiani e internazionali. Uno dei suoi ultimi lavori in studio di registrazione, "Radio Days", è un album di duetti con Enrico Rava uscito l'anno scorso. Il suo ultimo concerto lo scorso 13 ottobre al Piccolo di Milano in occasione della pubblicazione dell'album Glad There Is you. Quando si dice che Renato Sellani e il suo pianoforte hanno attraversato tutta la storia del jazz italiano, non si rischia dunque di inciampare nel solito modo di dire. Dopo una lunga carriera iniziata alla fine degli anni Cinquanta a Milano, dove l'aveva chiamato l'amico e chitarrista Franco Cerri , il maestro Sellani è morto nella notte di venerdì a 88 anni. Sellani è stato u...

LUIGI TRICARICO IL PODISTA DELLA CANZONE

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Quando Luigi Tricarico raggiunge nel 1955 le lontane terre straniere, il Belgio e in particolare Bruxelles, ha soltanto 11 anni essendo nato, qui a San Marco in Lamis, nel 1944. Lascia una cittadina che ha da poco scoperto l'America ( Lamerica come suggerivano un noto scrittore meridionale e un famoso film) e che si preparava a percorrere quel tragitto miracoloso in cui tutti presto impararono a seguire poiché rimaneva l'unica indispensabile ancora di salvezza in un mondo contadino che si stava spegnendo e svuotando di interesse. Lamerica non sempre è l'altra sponda dell'Atlantico dove pure molti nostri concittadini erano approdati sin dal dopoguerra ( si pensi alla famiglia Tusiani in particolare ) ma spesso era il Belgio ( o la Francia e in seguito, in modo più massiccio, la Germania ) con le sue miniere di carbone e le sue tragedie quotidiane l'approdo di tanti emigranti che, spinti dalla necessità di sopravvivere ad una condizione di vita disperata, accet...

CRONACA DI UNA EMOZIONE

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Teo Ciavarella e Angela Bonfitto   E'  st ata una serata straordinaria, unica ed irripetibile sotto il profilo di una emozione crescente che ha segnato uno dei momenti più importanti della storia di questo nostro paese appena bistrattato dalla forza della natura. Un avvenimento trasformato quest’anno, a causa dei recenti fatti di cronaca, in un evento musicale che non ha precedenti nella storia del nostro paese. Un fatto clamoroso che ha unito sotto lo stesso cielo la crema della musica sammarchese, quella vicina e lontana, voluta da quel musicista straordinario che è Teo Ciavarella , pianista e compositore, che vive ed opera a Bologna ma che ha voluto, in questo momento difficile, dare testimonianza di solidarietà tangibile, attraverso la realizzazione di un concerto spontaneo chiamando a raccolta tutti i musicisti che qui operano ed altri, come lui, che da qui son partiti per le loro fortune ma che, evidentemente, qui hanno lasciato parte di sé in termini di appa...

UN '68 TUTTO PSICHEDELICO, TRA ROCK E DROGA.

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Il ruolo assunto dal rock durante la stagione psichedelica è fondamentale per capire la profondità dei grandi cambiamenti operati . Timothy Leary , che era stato il grande apostolo della cultura psichedelica, identificava le droghe come veicoli essenziali per lo sviluppo delle coscienze. Tradotto in musica significava esporre una generazione di musicisti, sul terreno della sperimentazione, a risolvere le loro esigenze creative attraverso l’uso o abuso del consumo di droghe. Il terreno di coltura e il teatro degli avvenimenti è San Francisco, West Coast, California. La terra promessa, città aperta ad ogni artificio sperimentale, punto di coagulo e riferimento principale della nuova generazione pop, assunta a funzione di laboratorio.  In questa città di frontiera nasce per merito di Tom Donahue la prima stazione radio a modulazione di frequenza che consente alla nuova musica di diffondersi in tutta la Bay Area. Qui, accanto al consumo spietato di acido lisergico e anfetamina, s...

UNA VISITA A COLMAR

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Si dice che Colmar , almeno nel suo centro storico, sia il vero paese alsaziano (sotto tutela UNESCO), è un paesone di circa 70 mila abitanti ed è il capoluogo del dipartimento dell’ Alto Reno.  A circa 70 km da Strasburgo , si raggiunge con i frequenti e veloci treni anche se non proprio economici, ogni ora parte come minimo un regionale oltre ad almeno un altro convoglio, è possibile prendere anche il veloce TGV, la soluzione più economica costa 12€ a tratta ed impiega 30 minuti. Ovviamente mi sveglio sotto la pioggia, mestamente raggiungo la stazione di Strasburgo pensando alla sfiga di tempo che mi sto beccando, durante il viaggio vedo molti campi allagati, dalle pozzanghere cerco di capire l’ intensità della pioggia, anche se il treno è velocissimo capisco che la pioggia è battente. Scendo in perfetto orario, mi chiudo nel mio K-way, apro il fido ombrellino e mi avvio verso il centro distante una ventina di minuti di cammino, noto con piacere che non piove più molto forte....

QUANDO IL PAESE SI TRASFORMA GRAZIE ALL'IMPEGNO DEI CITTADINI

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CCHIU' FA NOTTE E CCHIU' FA FORTE IL GIORNO DOPO.  di GRAZIA GALANTE Una giornata indimenticabile è quella appena trascorsa. La musica, la poesia, la tradizione, la cultura in generale hanno fatto da padrone.   Ieri a mezzogiorno è stato un vero piacere gustare un aperitivo musicale offerto dalla scuola di musica Santa Cecilia, diretta dal maestro Claudio Bonfitto . Si prova sul serio tanta gioia quando si vedono tanti ragazzi impegnati nella esecuzione di brani anche impegnativi. Contemporaneamente Ludovico Centola , rappresentante dell'associazione La valle degli Eremi , faceva da cicerone a un gruppo di giovani turisti che visitavano il centro storico del paese per scoprirne l'origine. Al Laboratorio Ludico , posto sotto al Centro Anziani, invece, veniva inaugurata la mostra artistica " Contrappunto " a cura di Cristino Pallara , Francesco Romanell i e Giulia Gazza in collaborazione con THU LAB , in contemporanea nella villa comuna...

60 s BEAT ITALIANO VOL. 1 : LA MUSICA BEAT SCONOSCIUTA DEI SIXTIES IN ITALIA.

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di Luigi Ciavarella In una delle tante incursioni nel sottobosco del beat italiano , vissuto – come si sa – tra la metà dei sessanta e il fatidico 1968, ho scoperto una moltitudine di dischetti corsari che, lontani dal pop business delle grandi case discografiche italiane di quegli anni, hanno saputo, col tempo, ottenere la giusta rilevanza. Tutto ciò grazie alla passione, alla ricerca certosina e alla costanza di un pugno di persone che ha saputo scavare nelle viscere della storia per portare in superficie, e sottrarre quindi dal dimenticatoio, tutta una serie di dischi beat deliziosi e ingenui, a volte anche di genere hard garage ( il suono distorto delle chitarre fuzz in cui non si sa se voluto o derivante dalla cattiva qualità dello strumento … ) che altrimenti sarebbero rimasti lì per sempre. I pionieri hanno diversi nomi e sin dalle origini di questa corsa alla riscoperta di pepite musicali, un quarto di secolo fa pressappoco, hanno saputo portare alla luce manufatti talme...

FEDERICO GARCIA LORCA.

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Notte dell'amore insonne Notte alta, noi due e la luna piena; io che piangevo, mentre tu ridevi. Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti attimi e colombe incatenate. Notte bassa, noi due. Cristallo e pena, piangevi tu in profonde lontananze. La mia angoscia era un gruppo di agonie sopra il tuo cuore debole di sabbia. L'alba ci ricongiunse sopra il letto, le bocche su quel gelido fluire di un sangue che dilaga senza fine. Penetrò il sole la veranda chiusa e il corallo della vita aprì i suoi rami sopra il mio cuore nel sudario avvolto