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LUCE INCANTATA di ANTONIO MOTTA

lunedì 29 gennaio 2018

UNA LEZIONE DI STILE DAI BULLES NOTE QUINTET.

“Ali di scirocco” dei Bulles Note Quintet uscì nell’aprile del 2014. Si ripropone la recensione apparsa su "MUSIC'ARTE" di Sanmarcoinlamis.eu

E’ un lavoro superbo, ineccepibile sotto il profilo del rapporto tra musica jazz e poesia, parole e suoni che si intrecciano in una relazione aperta che lambisce la perfezione. All’ascolto si coglie subito la sensazione che tutto qui abbia un senso, come se questo equilibrio armonioso fosse sempre esistito. Una relazione tra due mondi diversi che provano a confrontarsi ciascuno forte della propria natura, persino a mediare tra il senso delle parole e le percezioni armoniche della musica, tra le liriche di Gina Palmieri, sensibilissima poetessa, e gli arrangiamenti di Tiziano Paragone, tra gli altri, musicista impeccabile, che in questo lavoro dal titolo “Ali di Scirocco”, prova a dare sostanza al progetto toccando vertici artistici che mai avrei immaginato. 
Renato Sellani (1926 - 2014)
Un lavoro che assume persino una parvenza di immortalità dovuta alla presenza di Renato Sellani, il leggendario pianista jazz scomparso qualche anno fa, che nell’incipit regala una nota di tenerezza, una testimonianza d’affetto, quasi una lettera d’amore rivolta al gruppo (I Bulles Note Quintet) che ha conosciuto nelle nostre terre durante quegli incontri miracolosi che avvengono e che solo la musica traduce in legami cosi intensi. In Pucci, scritta da Tiziano, il maestro tocca le corde dell’anima, poi la musica avrà un suo corso naturale (Luna tu, con la voce recitante di Patrizia Di Martino. ..”In questa notte di fascino tu sei gemma per me..”) attraverso il sax di Enzo Nini, il pianoforte di Nicola Contegreco e la voce di Gina Palmieri, quindi la sezione ritmica formata da  Ulrico Priore al contrabbasso e Tiziano Paragone alla batteria. Non rappresenta che l’inizio di un viaggio dentro una musica di grande suggestione che avrà i suoi picchi in più punti del percorso.

In Resto qui Gina Palmieri entra in atmosfere più soul, quasi in ambienti notturni con vocalizzi e voce dominati dal sax, avvolgenti, che fanno da sfondo ancora ad una lirica declamata da Patrizia Di Martino (Inevitabilmente, Io e te universo di stupore.. ) quindi a seguire i brani Credi e Buenas Noches mi Amor, potenziali hit dalla tonalità pop sofisticate arricchita, quest’ultima, da un intervento straordinario di Renato Sellani al pianoforte. 
Dopo un’altra breve poesia (Io e te) la musica entra in una fase più sperimentale merito del flauto di Enzo Nini che introduce atmosfere adeguate alla scrittura del testo che rimane, a mio avviso, come il punto più alto raggiunto, peraltro in un brano di lunga durata che serve a Gina Palmieri a dare il meglio di sé (.. Se l’amor mio cresce ancora e di più misurarlo no non ci riuscirò..) e per evidenziare oltremodo il talento e la classe dei musicisti, ciascuno forte del proprio ruolo e del proprio stile, in una improvvisazione jazz di grande effetto. La Danza Continua sottolinea un altro passaggio importante che attraversa la vita dell’album, poiché rappresenta un altro eccellente tassello, che si aggiunge alla lista dei capolavori per chiudersi infine con Sofia, arrangiata da Ulrico Priore, dapprima declamata (Neri i tuoi occhi parlano già di quale donna sarai) e poi terminata in maniera toccante dalle note da brivido di Renato Sellani, maestro impareggiabile, in uno dei congedi più struggenti ed emozionanti che io abbia mai conosciuto.   
L’album si avvale della collaborazione di Maurizio Fusillo riguardo l’illustrazione della front cover (in stile liberty), e delle foto interne a cura di Maurizio Magnetta mentre tutti i testi sono tratti dal libro dell’autrice, Gina PalmeriE penso di un’anima”. Prodotto da Incanto un’associazione di promozione sociale. 
Luigi Ciavarella



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