IO E LA SCIMMIA PAZZA.
Una vita
tra dischi, libri e giornali.
"...la
cosa più importante quando si va ad una festa è sapere quando è il momento di
andar via..."
(M. Stipe,
REM)
Rubo il
titolo a un libro di poesie di Daniele Giancane, poeta barese con il quale ho
intrattenuto rapporti di amicizia durante uno dei periodi più felici della mia
vita (gli anni Ottanta, quando anch'io ero un cosiddetto poeta militante), e il
sottotitolo a uno dei miei gruppi rock preferiti, per raccontare a chi avrà la
bontà di leggermi come sia finito in questa bolgia infernale, un singolare
intreccio di passioni rock, letteratura militante e fotografia.
Una vita
intera trascorsa tra dischi, libri e giornali, nel tentativo di affermare il
nulla cosmico, perché, diciamolo, con questi argomenti non si va molto lontano.
A chi può interessare, se non ai diretti interessati, sapere che Tony Rispoli o
Tackis – come si facevano chiamare quando erano in vita – oppure Ciro
Iannacone, Paolo Pinto, Michele Fulgaro o Mikalett, tanto per fare qualche nome,
abbiano fatto musica e inciso dischi?
Ho
cominciato nel febbraio del 1980 a scrivere (si fa per dire) articoletti per un
giornale foggiano, la "Gazzetta di Foggia". Mi costarono ciascuno un pacchetto di
sigarette, mezza risma di carta extra strong e tre ore trascorse davanti alla
macchina da scrivere. Il risultato? Soltanto la soddisfazione di vedere il mio
nome stampato in grassetto in calce all'articolo.
Poi ho
continuato. Dopo la Gazzetta sono passato a "Capitanata", di Matteo Tatarella, e
ai relativi inserti. Fu lì che, per la prima volta, tra i tanti argomenti
affrontati, mi avvicinai alla scrittura musicale e al rock in particolare, maturando anche una
maggiore consapevolezza delle mie possibilità.
Successivamente
arrivò "Il Controverso", esperienza di area di sinistra che anticipò "L'Attacco", un periodico di giornalismo d'assalto, per il quale, tuttavia, mi occupai
esclusivamente di musica rock.
Poi
venne tutto il resto: innanzitutto i giornali locali, da "Qualesammarco" a "Times
in Lamis", diretti rispettivamente da Sergio D'Amaro e Massimiliano Nardella, passando per fogli unici e pubblicazioni occasionali. Ma anche altre
collaborazioni più importanti, come scrivere recensioni di libri di poesia con "La Vallisa" di Daniele Giancane, a
Bari, e diverse altre esperienze similari (per esempio "Gargano Oggi" di San Giovanni Rotondo.
Finché
non arrivarono i giornali online. Prima sanmarcoinlamis.eu, poi
sanmarcoinlamis.org e, infine, sanmarco.news.it e infine Stato Quotidiano di Manfredonia ma conservo anche un ricordo
affettuoso di alcuni articoli pubblicati sul giornale di Matteo Scarano (sanmarcoinlamis.web).
Naturalmente, a questo percorso si è aggiunto il mio blog, Sammarcopop.blog.spot.com al quale ho affidato il compito di raccogliere, custodire e tramandare la memoria musicale del paese. Un contributo alla conoscenza che, tuttavia, resta marginale, perché la musica, almeno quella di cui mi sono occupato, non paga in termini di popolarità.
A
quarantasei anni di distanza, eccomi dunque a chiudere, senza rimpianti, una
pagina della mia vita fatta di carta e parole, di note, ma anche di tanti altri argomenti poiché non ho scritto soltanto di musica.
La vista
si è accorciata, il desiderio è venuto meno, insieme a tante altre cose che mi impediscono di proseguire, le cui cause preferisco tenerle per me. Mi
resta da portare a termine un libro di musica locale che ho cominciato a scrivere alcuni mesi fa
e che è ormai quasi pronto. Ma i problemi di salute incombono, la volontà
latita e diventa difficile fare previsioni sul futuro.
Ma
tant'è. Mi rimangono il mio blog e "L'Attacco", se vorranno ancora ospitarmi e se
ci sarà la necessità di diffondere qualche notizia un po' più interessante
delle mie solite menate.
LUIGI
CIAVARELLA
Commenti
Posta un commento