mercoledì 23 settembre 2015

FORSE SI PUO' USCIRE DAL TUNNEL.

La vicenda dei cani randagi avvelenati ad opera di uno o più balordi, che tanto sdegno ha provocato nella tranquilla cittadina di San Marco in Lamis, pone più di una questione. Dopo un primo momento di smarrimento e di incredulità dovute alle scarse informazioni sulla criminale mattanza, gran parte della popolazione ha reagito non solo cercando di individuare i responsabili appostandosi anche durante le ore notturne, e riuscendo persino a scoprire il profilo del criminale, senza tuttavia poterlo identificare con certezza assoluta, ma scendendo numerosa in piazza per protestare energicamente sopratutto contro il silenzio e l'indifferenza delle istituzioni sorde innanzi al dramma che si stava consumando in paese. E nonostante ci sia stato con largo anticipo l'annuncio sui social della manifestazione, nessuno di palazzo badiale si è sentito in dovere di testimoniare perlomeno una vicinanza verso i nostri amici a quattro zampe, che, tra l'altro, sono parte integrante del territorio in cui vivono e quindi sotto la tutela del Sindaco in persona. Un atto insensato che non trova alcuna giustificazione e riflette un dubbio di fondo: l'amministrazione vigente esiste nelle sue funzioni istituzionali o si è disintegrata? Quali sono i suoi obblighi di legge e quali misure deve adottare oltre ad annunciare una querela contro ignoti ? Oppure il suo compito è solo quello di occuparsi di feste patronali (a detta del sindaco, che pare abbia offerto persino di tasca propria "ai suoi concittadini"il fine serata pirotecnico ) che sono diventate anacronistiche, imbarazzanti, retaggio di un passato che non ha più ragione di esistere e che trova sostegno, purtroppo, solo in quelle fasce di nostalgici attempati che accorrono sulla piazza per "godersi" i futili disegni rumorosi che squarciano il buio, non avendo null'altro da pretendere. Essi neppure immaginano che in quel momento decine di cani e gatti, randagi o padronali, vivono in uno stato di terrore inimmaginabile, alcuni muoiono esattamente come, per fare un esempio estremo, fatte le giuste e dovute proporzioni, accadde durante i bombardamenti di Sarajevo ad opera dei serbi in cui morirono migliaia di animali domestici, molti dei quali spaventati dalle bombe. Certamente questi signori non stavano alla manifestazione.

La San Marco in Lamis che vogliamo in futuro la si dovrà scegliere con ragionevole saggezza senza lasciarsi più influenzare da fattori esterni che non siano i bisogni primari di tutti i cittadini, fuori da obblighi dipendenza familiare o addirittura patti scellerati tra persone che a nulla servono se non a ostacolare la corsa di chi effettivamente può rivelarsi una risorsa importante per le sorti del paese.
La recente esperienza politica-amministrativa, disastrosa sotto qualsiasi profilo, che per fortuna sta per lasciarci, mi obbliga a constatare che una generazione di occupanti il potere, che finora hagovernato o preteso di farlo in nome di una ideologia o di  un partito, ha cessato di esistere . Un metodo residuale di potere che deve scomparire per sempre.
Forse grazie alla nuova legge elettorale, che ci impone di votare il sindaco nell'ambito di un maggioritario secco, possiamo finalmente scegliere la persona che ci governerà con la massima serenità, in libertà, fuori dall'ambito di una disciplina di partito che non esiste più.
San Marco in Lamis, secondo il mio modesto parere, ha bisogno di poche cose. Innanzitutto l'urgenza di rinnovare  l'apparato della macchina amministrativa, renderla dinamica e dotarsi di persone competenti, qualificate ; uffici efficienti guidati da persone responsabili e servizi d'ordine che facciano rispettare le regole, la legge e il buon vivere della gente.
Un vantaggio importante può arrivare dalle attività del volontariato, cosi ben radicato nel nostro territorio, formato per di più da persone qualificate e motivate da un impegno costante verso la comunità che va ulteriormente potenziato ed esteso ad altre funzioni ( il servizio dei nonni vigili o una convenzione con l'associazione dei carabinieri a riposo per esempio potrebbe alleggerire le fatiche dei vigili urbani tali da poterli impiegare a tempo pieno sul territorio e istituire, in contiguità, la figura dell'ausiliario del traffico,ecc.. ) poiché l'apporto che fornisce alla città è di vitale importanza.
Un'altra sfida importante, poiché di questo si tratta, dovrà giungere forte & chiara dagli ambiti scolastici di ogni ordine e grado, compito difficile da affidare a presidi, professori ed educatori che dovranno indirizzare i propri studenti nel rispetto della propria terra d'origine, insegnando loro a coltivare l'amore per l'arte, la letteratura, la musica e lo sport della loro terra facendoli partecipare a convegni, proiezioni, attività teatrali, letture creative e concerti musicali d'ogni genere.
Spezzare l'indifferenza e rispettare il luogo in cui si è nati dovrà essere imperativo per tutti.
Infine un pro memoria per il nuovo sindaco che verrà. Scelga i suoi delegati sulla base delle loro competenze, serietà e, perché no, anche sulla base della simpatia che suscitano tra la gente quindi del consenso, e li spedisca, prima che essi assumano iniziative di potere, in quei luoghi dove maggiormente sono state provate eccellenze condivisibili almeno sui temi strategici che ci interessano come per esempio la raccolta differenziata, il controllo del territorio da parte della forza pubblica, esperti di comunicazioni, leggi regionali, nazionali ed comunitari, e la adozione di un Canile municipale dignitoso e appropriato in cui i cani randagi (ma anche padronali, per un servizio di ricovero temporaneo) si sentano  protetti e possano vivere in pieno benessere esattamente come i cittadini. Oltre a rappresentare un formidabile presidio di civiltà, esso può persino diventare punto di riferimento per i paesi limitrofi e offrire quindi anche opportunità di lavoro.
Perseguite la felicità, e questo che auspico ai miei concittadini e sappiate preservare la memoria della nostra Storia che è quanto di più interessante e affascinante si possa immaginare.
Pena la morte civica e la condanna all'inesistenza.

La manifestazione di qualche giorno fa, che ha visto partecipare ogni fascia d'età, per dire basta con la violenza e l'indifferenza fa ben sperare in un mondo migliore. Forse si può uscire dal tunnel.

Luigi Ciavarella

   

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