giovedì 11 settembre 2014

UN '68 TUTTO PSICHEDELICO, TRA ROCK E DROGA.

Il ruolo assunto dal rock durante la stagione psichedelica è fondamentale per capire la profondità dei grandi cambiamenti operati. Timothy Leary, che era stato il grande apostolo della cultura psichedelica, identificava le droghe come veicoli essenziali per lo sviluppo delle coscienze. Tradotto in musica significava esporre una generazione di musicisti, sul terreno della sperimentazione, a risolvere le loro esigenze creative attraverso l’uso o abuso del consumo di droghe.
Il terreno di coltura e il teatro degli avvenimenti è San Francisco, West Coast, California. La terra promessa, città aperta ad ogni artificio sperimentale, punto di coagulo e riferimento principale della nuova generazione pop, assunta a funzione di laboratorio.  In questa città di frontiera nasce per merito di Tom Donahue la prima stazione radio a modulazione di frequenza che consente alla nuova musica di diffondersi in tutta la Bay Area. Qui, accanto al consumo spietato di acido lisergico e anfetamina, si pongono le basi essenziali per la costruzione dell’edificio rivoluzionario.
Lawrence Ferlinghetti e la sua leggendaria libreria.
E sempre in questa città operano nel quartiere di Haight Ashbury le due anime di questa cultura: quella squisitamente musicale di tipo sperimentale e quella più propriamente intellettuale. La prima, che è quello che più ci interessa, si agita in cantine e prepara, sin dai primi anni sessanta, le nuove robuste vibrazioni cerebrali con buona dose di rock ( il garage punk per intenderci ); la seconda, che si richiama alle esperienze della passata stagione della Beat Generation, riconosce in Lawrence Ferlinghetti e la sua leggendaria City Light Books i punti focali del nuovo corso. Anche il cinema, il teatro e l’arte soprattutto sono investiti in questo processo di rinascita globale. Ciò che ne vien fuori è il ritratto autentico di una tendenza artistica – intellettuale che si sta appropriando di spazi vitali per la propria sopravvivenza e allo stesso modo indica una vitalità fiorente dal carattere forte che supera una stagnazione e si pone come modello per le nuove generazioni future.
Una dimensione temporale dominata dalla cultura della droga che ha radicalizzato ogni velleità propulsiva, dilatando ogni forma di intervento e superando oltremodo una creatività paradossale poiché trae la propria ragione esistenziale dalla cultura della droga.
Lasciando ai margini le motivazioni e le conseguenze sociali, politiche ed economiche che determinarono i fatti legati all’abuso di stupefacenti, i limiti entro cui è possibile studiare questo fenomeno generazionale, la musica rock subisce, a partire dalla seconda metà dei sessanta,un’accelerazione enorme del proprio potenziale. La qualità della musica prodotta in quegli anni non sarà più eguagliata per tutto il corso della sua esistenza.
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L’anno 1968 dunque segna il culmine per quando riguarda la parabola evolutiva del Rock ed è in quest’anno che si producono forse i lavori migliori della sua storia. Proviamo in questa sede a ricordarne alcuni :
GRATEFUL DEAD : Live Dead, la summa dell’arte psichedelica ; QUICKSILVER MESSENGER SERVICE : Happy Trails ; JEFFERSON AIRPLANE : Crown Of Creation ; JIMI HENDRIX : Electric Ladyland ; THE BYRDS : Notorious Byrd Brother ; BLOOMFIEL,STILLS & KOOPER : Super Session.
In Inghilterra, voltata le pagine freakbeat e psichedelica, debuttano in quell'anno alcune band che faranno parlare molto di sé in futuro. Tra queste :
FAMILY : Music In A Doll’s House ; JEFF BECK : Truth ; TRAFFIC : Mr. Fantasy.
Vengono pubblicati anche molti album importanti tra cui:
TEN YEARS AFTER : Undead ; CREAM : Whell’s On Fire ; JETHRO TULL : This Was ; FAIRPORT CONVENTION : Liege & Lief ; VAN MORRISON : Astral Week ; PENTANGLE : Sweet Child ; KALEIDOSCOPE : Tangerine Dream, l’epitaffio della psichedelia  inglese.


LUIGI CIAVARELLA


Fonte :   “Qualesammarco”  giugno- agosto 1988







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