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CRONACA DI UNA EMOZIONE

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Teo Ciavarella e Angela Bonfitto   E'  st ata una serata straordinaria, unica ed irripetibile sotto il profilo di una emozione crescente che ha segnato uno dei momenti più importanti della storia di questo nostro paese appena bistrattato dalla forza della natura. Un avvenimento trasformato quest’anno, a causa dei recenti fatti di cronaca, in un evento musicale che non ha precedenti nella storia del nostro paese. Un fatto clamoroso che ha unito sotto lo stesso cielo la crema della musica sammarchese, quella vicina e lontana, voluta da quel musicista straordinario che è Teo Ciavarella , pianista e compositore, che vive ed opera a Bologna ma che ha voluto, in questo momento difficile, dare testimonianza di solidarietà tangibile, attraverso la realizzazione di un concerto spontaneo chiamando a raccolta tutti i musicisti che qui operano ed altri, come lui, che da qui son partiti per le loro fortune ma che, evidentemente, qui hanno lasciato parte di sé in termini di appa...

UN '68 TUTTO PSICHEDELICO, TRA ROCK E DROGA.

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Il ruolo assunto dal rock durante la stagione psichedelica è fondamentale per capire la profondità dei grandi cambiamenti operati . Timothy Leary , che era stato il grande apostolo della cultura psichedelica, identificava le droghe come veicoli essenziali per lo sviluppo delle coscienze. Tradotto in musica significava esporre una generazione di musicisti, sul terreno della sperimentazione, a risolvere le loro esigenze creative attraverso l’uso o abuso del consumo di droghe. Il terreno di coltura e il teatro degli avvenimenti è San Francisco, West Coast, California. La terra promessa, città aperta ad ogni artificio sperimentale, punto di coagulo e riferimento principale della nuova generazione pop, assunta a funzione di laboratorio.  In questa città di frontiera nasce per merito di Tom Donahue la prima stazione radio a modulazione di frequenza che consente alla nuova musica di diffondersi in tutta la Bay Area. Qui, accanto al consumo spietato di acido lisergico e anfetamina, s...

UNA VISITA A COLMAR

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Si dice che Colmar , almeno nel suo centro storico, sia il vero paese alsaziano (sotto tutela UNESCO), è un paesone di circa 70 mila abitanti ed è il capoluogo del dipartimento dell’ Alto Reno.  A circa 70 km da Strasburgo , si raggiunge con i frequenti e veloci treni anche se non proprio economici, ogni ora parte come minimo un regionale oltre ad almeno un altro convoglio, è possibile prendere anche il veloce TGV, la soluzione più economica costa 12€ a tratta ed impiega 30 minuti. Ovviamente mi sveglio sotto la pioggia, mestamente raggiungo la stazione di Strasburgo pensando alla sfiga di tempo che mi sto beccando, durante il viaggio vedo molti campi allagati, dalle pozzanghere cerco di capire l’ intensità della pioggia, anche se il treno è velocissimo capisco che la pioggia è battente. Scendo in perfetto orario, mi chiudo nel mio K-way, apro il fido ombrellino e mi avvio verso il centro distante una ventina di minuti di cammino, noto con piacere che non piove più molto forte....

QUANDO IL PAESE SI TRASFORMA GRAZIE ALL'IMPEGNO DEI CITTADINI

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CCHIU' FA NOTTE E CCHIU' FA FORTE IL GIORNO DOPO.  di GRAZIA GALANTE Una giornata indimenticabile è quella appena trascorsa. La musica, la poesia, la tradizione, la cultura in generale hanno fatto da padrone.   Ieri a mezzogiorno è stato un vero piacere gustare un aperitivo musicale offerto dalla scuola di musica Santa Cecilia, diretta dal maestro Claudio Bonfitto . Si prova sul serio tanta gioia quando si vedono tanti ragazzi impegnati nella esecuzione di brani anche impegnativi. Contemporaneamente Ludovico Centola , rappresentante dell'associazione La valle degli Eremi , faceva da cicerone a un gruppo di giovani turisti che visitavano il centro storico del paese per scoprirne l'origine. Al Laboratorio Ludico , posto sotto al Centro Anziani, invece, veniva inaugurata la mostra artistica " Contrappunto " a cura di Cristino Pallara , Francesco Romanell i e Giulia Gazza in collaborazione con THU LAB , in contemporanea nella villa comuna...

60 s BEAT ITALIANO VOL. 1 : LA MUSICA BEAT SCONOSCIUTA DEI SIXTIES IN ITALIA.

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di Luigi Ciavarella In una delle tante incursioni nel sottobosco del beat italiano , vissuto – come si sa – tra la metà dei sessanta e il fatidico 1968, ho scoperto una moltitudine di dischetti corsari che, lontani dal pop business delle grandi case discografiche italiane di quegli anni, hanno saputo, col tempo, ottenere la giusta rilevanza. Tutto ciò grazie alla passione, alla ricerca certosina e alla costanza di un pugno di persone che ha saputo scavare nelle viscere della storia per portare in superficie, e sottrarre quindi dal dimenticatoio, tutta una serie di dischi beat deliziosi e ingenui, a volte anche di genere hard garage ( il suono distorto delle chitarre fuzz in cui non si sa se voluto o derivante dalla cattiva qualità dello strumento … ) che altrimenti sarebbero rimasti lì per sempre. I pionieri hanno diversi nomi e sin dalle origini di questa corsa alla riscoperta di pepite musicali, un quarto di secolo fa pressappoco, hanno saputo portare alla luce manufatti talme...

FEDERICO GARCIA LORCA.

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Notte dell'amore insonne Notte alta, noi due e la luna piena; io che piangevo, mentre tu ridevi. Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti attimi e colombe incatenate. Notte bassa, noi due. Cristallo e pena, piangevi tu in profonde lontananze. La mia angoscia era un gruppo di agonie sopra il tuo cuore debole di sabbia. L'alba ci ricongiunse sopra il letto, le bocche su quel gelido fluire di un sangue che dilaga senza fine. Penetrò il sole la veranda chiusa e il corallo della vita aprì i suoi rami sopra il mio cuore nel sudario avvolto

SE 50 DISCHI ROCK VI SEMBRAN TROPPI (PER SALVARSI LA VITA)

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di Luigi Ciavarella Nel mese di agosto del 2006, io ed Emanuele D’Amore allestimmo presso il Centro Ludico del paese una mostra di copertine di dischi vinilici con uno scopo ben preciso cioè fornire ai visitatori l'idea di stabilire in soli cinquanta dischi il percorso della musica Rock dal 1954, anno conclamato della nascita del R&R, sino alla fine del millennio. Praticamente una bestemmia ai limiti della follia, anche se, in verità, posticipammo la data d'inizio alla metà dei sessanta, che ci parve il vero atto di nascita del rock, moderno e molto più aderente ai bisogni dei giovani. Quindi i favolosi, per certi versi, anni sessanta furono in questo senso un decennio formidabile poiché servirono a mettere a fuoco, ( e tutto è partita da lì ), il concetto di musica rock al servizio di un cambiamento radicale della cultura giovanile, perlomeno sul terreno della crescita sociale in occidente.    Noi non pensavamo di offrire un modello educativo - istruttivo a...

I POETI CHE ABBIAMO AMATO : EVGENJI EVTUSENKO

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La stazione di Zimà P artii… Mi sentivo triste e puro, triste certamente, perché avevo imparato qualcosa nella vita, ma che cosa, non me ne sapevo ancora render conto. Bevvi la vodka coi vicini, in loro onore. Per l’ultima volta attraversai la mia Zimà. Continuavo a camminare, triste e libero, e avendo superato l’ultimo quartiere, salii su un monticello assolato e a lungo là rimasi. Dall’alto vedevo l’edificio della stazione, i magazzini, i fienili e le case. Mi parlò allora la stazione di Zimà. Ecco che mi disse la stazione di Zimà: “Vivo modestamente, schiaccio noci, in silenzio emetto fumo dalle mie locomotive, ma anch’io rifletto molto sull’epoca nostra, l’amo, e non vado contro la mia coscienza. Tu non sei il solo al mondo in questa tua ricerca, nelle intenzioni, nella lotta. Non t’affliggere, figliolo, se non hai risposto alla domanda che ti è stata fatta. Abbi pazienza, osserva, ascolta. Cerca, cerca. Percorri tutta la ter...
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LA SCOMPARSA DI JOHNNY WINTER Questo Blog non poteva far passare sotto silenzio una notizia cosi importante come può essere la scomparsa di un personaggio legato fortemente al destino della musica Rock, con particolare riferimento alla storia del Blues di cui JOHNNY WINTER, scomparso oggi, ne è stato il maggiore interprete bianco. Nato 70 anni fa nel Texas, l'albino Johnny Winter ( " albino glabro e con gli occhi di brace " come viene descritto in una celebre biografia a lui dedicata ) suona presto il Blues, l'unica vera autentica passione della sua vita che lo accompagnerà, salvo una breve parentesi agli inizi dei settanta, quando complice una collaborazione infuocata con un altro guitar hero come Rick Derringer , darà vita a un paio di dischi, peraltro di successo, ricchi di veemenza hard blues davvero notevole, durante tutta la sua esistenza. Anzi non si era mai visto nel campo della musica rock blues una cosi totale simbiosi tra artista e musica. Nemm...

LA CASA DEI DOGANIERI

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Tu non ricordi la casa dei doganieri sul rialzo a strapiombo sulla scogliera: desolata t'attende dalla sera in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri e vi sostò irrequieto. Libeccio sferza da anni le vecchie mura e il suono del tuo riso non è più lieto: la bussola va impazzita all'avventura e il calcolo dei dadi più non torna. Tu non ricordi; altro tempo frastorna la tua memoria; un filo s'addipana. Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana la casa e in cima al tetto la banderuola affumicata gira senza pietà. Ne tengo un capo; ma tu resti sola nè qui respiri nell'oscurità. Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende rara la luce della petroliera! Il varco è qui? (ripullula il frangente ancora sulla balza che scoscende... ). Tu non ricordi la casa di questa mia sera. Ed io non so chi va e chi resta. Eugenio Montale