sabato 2 gennaio 2016

LA “TARANTERRA” DI LEONARDO IANZANO

Leonardo Ianzano, voce storica del gruppo popolare Festa Farina e Folk, pubblica il suo primo lavoro da solista senza allontanarsi più di tanto dalla musica e dai temi vernacolari dove finora si era nutrito e che aveva, tra gli altri, contribuito a diffondere. Anzi proprio grazie a questa inaspettata indipendenza il cantautore garganico riesce a rendere più compiuta la sua idea di musica popolare attraverso un racconto intimo e corale che possiede tutta la forza necessaria per interagire nella storia musicale della nostra terra. E lo fa sin dal titolo, “Tatanterra mia”, con un linguaggio diviso tra mito e realtà, religiosità e passione civile,( Orecchiomuzze quidde che a fatte non è survute a nente..) coadiuvato in questa avventura da Angelo Gualano, arrangiatore e produttore artistico, nel cui studio di registrazione è stato realizzato il lavoro. Vi partecipano Luigi Pagliara alla chitarra, Angelo Ciavarella al mandolino e Raffaele Nardella alle percussioni e si avvale del contributo ai cori di Michela Parisi e Maria Antonietta Totta. Il tema ricorrente è il ballo della tarantella garganica, sulla cui traccia si sviluppa come tema conduttore l'intero lavoro, imperniato su testi poetici che Leonardo Ianzano esprime con rara efficacia ( Lampe inte lu sole, Tarantella dell'ome perse, brani molto belli ed intensi ), con spirito d'appartenenza dai tratti dolenti ( Sona tammora ) oppure rituali festosi ( Cente tarantelle, Tarantella cerasa ) e qualche volta anche con spirito goliardico ( Tammurriata porcia ) dove il tutto contribuisce a rendere vero e toccante un mondo antico che non esiste più, colto nei suoi valori ancestrali quanto nella semplicità dei gesti e nella fatica del lavoro, tra briganti e galantuomini, balli e religiosità, insomma il luogo dove l'anima di un popolo pulsa e si confronta e di cui Leonardo Ianzano ha reso cosi bene in grassetto, con uno stile inconfondibile, scrivendo una delle pagine più importanti della nostra storia musicale.

Luigi Ciavarella.

Leonardo Ianzano 

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