domenica 22 maggio 2011

SE VINCE LA DEMAGOGIA DEL PADRONE
Una valutazione dei recenti risultati delle elezioni politiche - amministrativi a San Marco in Lamis (Foggia )

di LUIGI CIAVARELLA

Una valutazione dei risultati delle recenti elezioni amministrative a San Marco in Lamis hanno evidenziato, al primo turno, la seguente situazione.
L’onorevole Angelo cera, forte di un nutrito gruppo di liste UDC-Socialisti dauni-liste civiche che sulla carta doveva ripetere l’exploit del primo turno come era accaduto già in passato con Tenace, non è riuscito a superare il 40 % dei consensi ; il sindaco uscente Michelangelo Lombardi,  a capo di una lista di sinistra, non riesce neppure ad aggiudicarsi il passaggio al ballottaggio essendo arrivato al terzo posto, a favore di Ciro Nardella del PDL, scontando il mancato accordo con la lista IDV.
Ne approfitta come detto il farmacista Ciro Nardella, che guidava una coalizione di centro destra formata dal PDL e da alcune liste civiche a lui collegate, di cui lui stesso ne era portavoce.
Quindi al quarto posto l’outsider Tiziano Paragone che a fronte di un indubbio successo personale, sottrae di fatto alla sinistra i voti necessari e la possibilità di accedere al ballottaggio.
Occorre aggiungere che il PD rimane il primo partito del paese, mentre Lombardi prende 250 voti in meno rispetto alla lista di coalizione, che vanno verosimilmente a Tiziano Paragone che prende anche voti dagli altri sindaci. 
Può essere questo interpretato come un segnale di non gradimento nei confronti del sindaco uscente ?
Tuttavia esiste una questione politica aperta a sinistra, se è vero che l’IDV può dichiararsi forza di centro-sinistra.

Questa delicata questione dei rapporti a sinistra sarà oggetto della mia analisi.

Non c’è dubbio che la causa primaria di questo mancato accordo sia da addebitare a personalismi tipicamente locali, sull’attribuzione di comportamenti che partono da molto lontano e che trovano sfogo di volta in volta nei vari appuntamenti che seguono le vicende politiche amministrative del paese, in primis una certa diffidenza sempre in agguato la cui origine è stata evidenziata sin dai banchi del governo cittadino, di cui agli inizi l’IDV ne aveva pure fatto parte.

Questa guerra tra file di forze dello stesso schieramento politico ha portato alla resa di Lombardi, che cede il potere, ma la domanda è:  si poteva evitare ?
I cosiddetti vertici provinciali, regionali e nazionali di entrambi i partiti avrebbero potuto cucire strappi consumati sul terreno del personalismo ?
Io credo di si. E la seconda domanda da farsi è questa: perché non lo hanno fatto, dal momento che era del tutto scontato che una coalizione di centro sinistra cosi ricomposta avrebbe potuto agguantare il ballottaggio sin nella prima posizione ridimensionando le ambizioni di Cera ? Ovvero perché non sono intervenuti pur sapendo che un risultato negativo possibile era da mettere in conto, cosi come d’altronde è accaduto, a causa di questa divisione all'interno della loro coalizione ?  Infine, alla luce di quanto accaduto, è possibile stabilire con certezza che questo risultato pone la parola fine alla guerra che io considero intestina all'interno del centro sinistra ? 

Si dirà che la storia non sempre di nutre di ragioni, spesso prevalgono fattori che nulla possono contro il corso regolare delle cose, però un’ultima legittima domanda è necessaria per fugare ogni altra causa che sta alla base di questa analisi: ma non si potevano togliere i tizzoni fumanti dal braciere e consentire allo stesso modo un rilancio della coalizione con volti nuovi e candidato sindaco all’altezza dei tempi ? Al limite proporre le primarie che tanto bene hanno fatto finora ( vedi Bari in passato e Milano oggi ) dando legittimità e sostegno alla figura del candidato?
Chiudo affermando che il veleno del personalismo è stato presente in entrambi gli schieramenti, PD e IDV, facendo pendere la bilancia della responsabilità, a mio modesto parere, di più sul PD.

Durante la campagna elettorale abbiamo assistito ad un livello medio basso della discussione, sia che si sia trattato di comizi che di confronti. Gli ospiti intervenuti a sostegno dei vari candidati forse fatta eccezione per l’on. Di Pietro, gli altri si sono rivelati mediocri nelle loro scontate giaculatorie a tratti persino surreali.
E vero che, almeno dal mio punto di osservazione, c’è stato sufficiente rispetto tra i vari candidati alla carica di sindaco ( salvo forse nelle ultimissime fasi conclusive della campagna elettorale )  un fair play che un pò tutti abbiamo loro riconosciuto.

Angelo Cera, del gruppo UDC, ha fatto molta demagogia e ha messo in campo liste civiche di sostegno formate da gente anonima il cui fine era quello di portare acqua al suo nome. Non sono riuscito mai a capire il suo programma, ammesso che ne avesse uno, avendo egli affidato al suo ingombrante peso politico, nel doppio ruolo di parlamentare e responsabile politico provinciale del suo partito, tutto il suo prestigio personale. Secondo i suoi piani avrebbe dovuto vincere le elezioni al primo turno per plasmare a suo piacimento la sua idea di città futura secondo i suoi progetti custoditi nella sua mente. ; cosi non è stato e adesso dovrà confrontarsi con altri ipotetici sostenitori se vorrà raggiungere il suo scopo.

Anche nelle liste di Ciro Nardella vi sono personalismi che covano rancore nei confronti dell’onorevole, ma essendo le due forze contrapposte politicamente il livello di scontro conserva una sua legittimità. Questo però non ha impedito al candidato sindaco di poter disporre di tutto il tempo necessario per spiegare nei particolari i termini del suo programma, cosa che non ha fatto rimandando la spiegazione ai prossimi appuntamenti. E’ stato un personaggio naif, si è espresso in modo semplice e questo è stata la sua forza unito ad un certo pragmatismo che tutti a vari livelli gli riconoscono.

Abbiamo già accennato all’outsider Tiziano Paragone, candidato sindaco dell’IDV nello spazio dedicato alla disputa interna al centro sinistra.
Aggiungo che il candidato sindaco rispetto agli altri era la persona che meglio si è esposta per indicare sin nei dettagli i rimedi alla crisi del paese, dichiarando in più occasioni le ragioni della sua discesa in campo volta essenzialmente a favorire un diverso approccio alla risoluzione dei problemi.
Laddove Lombardi di dilungava a difendere la sua passata gestione, Tiziano guardava lontano con progetti nuovi e rivoluzionari, che richiamavano altre esperienze positive di altre realtà, a mio avviso fondamentali per coraggio e spirito d’iniziativa che purtroppo a sinistra hanno lasciato cadere.

Chi sarà il nuovo sindaco di San Marco in Lamis ?
Per mr pharmacist la strada può apparire ripida ma non impossibile a centrare l’obiettivo; avendo incassato nel frattempo gli elogi della coalizione di sinistra, credo a questo punto possibile un ribaltamento della situazione a suo favore.


22 / maggio / 2011                   
                                                     LUIGI CIAVARELLA.

1 commento:

  1. I sammarchesi hanno votato il centro sinistra che di fatto diventa il principale partito, ma ha messo in evidenza una superficialità politica nello sviluppare il programma da parte dell' ex sindaco Lombardi. Sarà stata forse la mancanza (o assenza) di soldi che non hanno dato a Lombardi l'input necessario per una politica rigenerativa nei confronti della città e dei cittadini; sarà stato forse il continuo disaccordo all' interno della maggioranza che non ha portato a significativi accorgimenti sempre per la cittadina, o sarà stata la cocciutaggine dei politicanti sammarchesi che, dopo aver posto il lato B sulla poltrona hanno poltrito. I fattori da imputare potrebbero essere tanti, ma non vivendo a San Marco riesco s carpire le notizie solo via web. Comunque la realtà di sinistra avrà modo di riflettere per le future amministrative e redigere un piano rivoluzionario insieme ad una coalizione forte e omogenea come SEL, RC e IDV.
    Poche e amare possono essere le parole spese per l' On CERA: mitomane, mossista, egocentrico e quant'altro che certo, a mio avviso non porterà niente di nuovo al paese. Dice Nicola ( tuo figlio): dovrebbe rinunciare al meno alla carica di parlamentare per poter gestire al 100% la politica sammarchese... ma secondo voi Lui rinuncierebbe a 30 mila euro al mese ?

    Saluti da Pinerolo.
    Tony & Ciavarella family friends

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